Monthly Archives: novembre 2014

IL FOGLIO: VALORI INALIENABILI, SACRALITÀ DELLA VITA, DIRITTI CRITICATI: UN NUOVO PAPA

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di Ela Parrino
«È giunta l’ora di costituire l’Europa che ruota intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili». Questo è ciò che ha detto il Papa tra gli applausi al termine del suo primo discorso a Strasburgo, dinnanzi al parlamento europeo. Tanti sono stati i temi toccati, dal lavoro che non c’è alla natura da rispettare, fino all’indice puntato contro chi dimentica che il Mediterraneo è ormai un “grande cimitero” per migranti che cercano futuro e salvezza. Francesco ha parlato anche della dignità trascendente dell’uomo, che significa fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male. L’Europa di oggi è più simile a una “nonna” che a una giovane ragazza “fertile e vivace” che sta lentamente perdendo la propria anima e quello “spirito umanistico” che ama e difende – ha osservato il Papa. «Un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose può essere anche più facilmente immune da tanti estremismi che dilagano nel modo odierno» sono le parole tratte dal discorso di Benedetto XVI pronunciate un mese prima dell’annuncio della sua abdicazione. Bergoglio parla anche delle persecuzioni che colpiscono quotidianamente le minoranze religiose, di persone che si trovano a essere oggetto di violenze, cacciate dalle proprie case e patrie, vendute come schiave, uccise, decapitate, crocifisse e bruciate vive, sotto il silenzio di tanti; c’è bisogno di pace ma non intesa come la semplice assenza di guerre, di conflitti, di tensioni. “Nella visione cristiana essa è frutto dell’azione libera dell’uomo che intende perseguire il bene comune nella verità e nell’amore”.
Le parole del Papa evidenziano la situazione attuale: tanta immigrazione a causa di guerre e persecuzioni. Ciò che più mi ha colpito nel suo discorso è come descrive l’Europa, una nonna che sta perdendo la propria anima. In effetti è proprio così. Ognuno pensa per se e non aiuta gli altri nei casi di difficoltà, come gli altri paesi europei stanno facendo con l’Italia riguardo al problema riguardante i migranti a Lampedusa.

27 novembre 2014

IL FOGLIO: L’osservatrice romana di Barbara Palombelli

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di Giuseppe Virago
Trastevere come il selvaggio west, ma senza sceriffo. Barbara Palombelli nel suo “angolo di libertà” denuncia il degrado che il quartiere di Trastevere sta avendo in quest’ultimo periodo. Da cadaveri sulle piste ciclabili a cipolle lanciate dalle macchine in corsa, da forze dell’ordine che se ne infischiano delle loro responsabilità a vomito sui marciapiedi. Secondo la giornalista ormai Trastevere è come il west raccontato nei film dove non ci sono né legge né regole, con la sola differenza che in quelle storie arriva sempre uno sceriffo che mette ordine. La colpa più grande delle istituzioni è l’indifferenza, l’indifferenza verso coloro che si erano impegnati a tutelare e proteggere: i cittadini, che chiedono a gran voce il loro aiuto venendo invece ignorati. Essendo nato e cresciuto a Trastevere questo articolo mi tocca da vicino. Il mio sogno fin da piccolo è sempre stato quello di diventare un commissario di polizia, perché ho sempre trovato ammirevole il modo in cui la polizia proteggeva e tutelava i cittadini ma adesso, leggendo questo articolo, mi sto ricredendo. Quando ero piccolo per me Trastevere era il più bel quartiere di Roma, un luogo pieno di storia e magia ma a vederlo adesso mi si spezza il cuore. Bisogna far tornare questo antico quartiere della città eterna al suo originario splendore con l’aiuto dei cittadini e soprattutto delle istituzioni.

27 novembre 2014

IL FOGLIO: Luci spente a Berlino

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di Camilla Donati
In Germania lo spot ambientalista a sfondo osè, ha suscitato molte polemiche sul web e conferma la nuova fobia che allinea Berlino ad altri paesi in merito alla penuria energetica. La strategia con cui la Germania cerca di affermarsi per quanto riguarda l’energia rinnovabile è stata un disastro sia sotto profilo economico sia ecologico in quanto le emissioni di CO2 sono tornate a salire con il consumo di carbone. Il Ministro dell’economia si augura che la compagnia di stato svedese non abbandoni le miniere e le centrali elettriche a carbone nel nord-est della Germania. Ciò potrebbe causare serie conseguenze per l’approvvigionamento energetico del paese. Intanto meglio spegnere la luce e augurarsi che la Cancelleria non ripensi al nucleare. Le fonti non rinnovabili derivanti dai fossili come il petrolio si esauriranno e soprattutto i paesi che non ne producono dovranno, per quanto riguarda l’energia, cercare delle fonti alternative non sempre economicamente vantaggiose.

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27 novembre 2014

IL FOGLIO: L’America non è un posto dove si offre la presidenza a uno scettico per natura Stefano Pistolini

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di Gabriele Nicosia
America, vendesi posto da presidente. Obama è chiamato a risolvere diverse problematiche una tra queste è la rivolta a Ferguson dopo che un poliziotto di nome Darren Wilson ha sparato a un 18enne afroamericano, facendo credere a un ennesimo caso di razzismo dopo che si è venuto a sapere che il ragazzo ucciso era pure disarmato. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un paese dove se hai la pelle di un colore diverso dal bianco allora hai commesso un reato. Un esempio è Glenn Ford, 64 anni, arrestato nel 1983 perché era sospettato di un omicidio, dal 1988 aspettava il boia che avrebbe messo fine alla sua vita. L’unica colpa per lui è essere nato con la pelle di colore nero e quindi in un paese dove il razzismo dilaga bastava questo per condannarlo colpevole per un omicidio mai commesso, adesso è stato scagionato dopo 30 anni e riceverà un risarcimento di 330 mila dollari.
In un paese avanzato come gli Stati Uniti queste cose non dovrebbero mai accadere, in un paese dove è stato anche eletto un presidente afroamericano queste cose sono intollerabili! Condannare delle persone innocenti solo per il colore della loro pelle e anche ucciderle che è stato un incidente.

26 novembre 2014

IL FOGLIO: Cosi l’Algeria è diventata lo snodo cruciale per il jihad dell’Africa Pio Pompa

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di Corrado Mallia
L’Algeria sembra svolgere un ruolo fondamentale di aiuto allo stato islamico insieme alla Libia e tutto sarebbe confermato da una inchiesta pubblicata a Madrid il 18 novembre scorso e realizzata da tre giornalisti iberici che lavorano per l’Istituto reale spagnolo di studi internazionali.
Secondo quanto scritto nell’articolo, in Algeria ci sarebbero i campi di addestramento finale prima del trasferimento in Siria e in Iraq. Sarebbero stati scelti questi due paesi perché c’è una forte presenza di un altro gruppo terroristico, denominata Ansar Adawla al Islama, che detiene il controllo completo di alcune zone.
Gli estremisti islamici recluterebbero nuovi soldati sui network islamici mettendo in difficoltà paesi come il Marocco e la Tunisia che sono islamici moderati, cioè ripudiano l’Isis, non riescono a bloccare i reclutatori su questi siti.
Gli jihadisti, dopo aver terminato l’addestramento, rientrano nei loro paesi di provenienza ma la maggior parte si aggrega alle cellule terroristiche più attive della zona del Nord Africa e solo una piccola parte raggiunge la Siria e l’Iraq.
L’Isis dev’essere bloccato e annientato però perché questo accada c’è bisogno di un azione congiunta internazionale per bloccare innanzi tutto il reclutamento su internet bloccando i siti sospetti e poi colpire direttamente con dei bombardamenti, anche solo aerei, nei punti di maggior concentrazione. Più si aspetta più l’Isis si rafforza e si espande ma quando si apriranno gli occhi sarà troppo tardi e il prezzo da pagare sarà molto alto in termine di vite umane e bellico

26 novembre 2014

LA REPUBBLICA: Gioia, riaperta la metro di Ilaria Carra

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La Repubblica: Riapetra la metro di Gioia

di Corrado Mallia
Tutto asciutto e via libera, infatti nel tardo pomeriggio di Martedì è arrivato l’ok dai tecnici ATM, ma per evitare disagi su tutta la linea sono necessari fondi per 20 milioni.
La causa è da attribuire all’impermeabilizzazione del terreno nella zona di Gioia perché i nuovi grattacieli e il palazzo della regione, che hanno bisogno di un terreno solido sotto di essi, hanno sottratto spazio alla falda che, ingrossandosi per via della copiosa pioggia, ha dovuto trovare una via alternativa. La via l’ha trovata nelle logore pareti del tunnel che collega la stazione di Gioia a quella di Garibaldi. Alcune colpe sono da attribuire anche al cantiere per la costruzione della linea 5 che avrebbe deviato alcuni corsi d’acqua nella falda peggiorando la situazione.
Ormai se si vuole rendere la linea verde sicura e più affidabile, cosa che dev’essere attuata sicuramente in vista dell’Expo, bisogna investire tutti soldi che dovevano essere spesi prima per la manutenzione e la impermeabilizzazione dei tunnel e stazioni. La cifra ammonta a quasi 20 milioni.
Tutte le linee della metropolitana devono ricevere una manutenzione costante per evitare che questi disagi si ripresentino ogni qualvolta succeda qualcosa di eccezionale, come la pioggia.
Inoltre non si può dare la colpa sempre e solo agli agenti atmosferici perchè in questo caso è evidente che l’uomo abbia costruito troppo in un area non adeguata e nonostante questo non abbia preso misure di sicurezza per evitare la situazione di inizio settimana.
C’è da dire inoltre che i fondi probabilmente siano stati destinati alla realizzazione della linea 5 e 4, è infatti iniziato il cantiere a Linate. Ma c’è da porsi una domanda: meglio avere una nuova linea completa per l’Expo o è meglio avere le tre vecchie linee, che trasportano migliaia di persone ogni giorno, sicure e che possano lavorare a pieno regime?

23 novembre 2014

Il SOLE 24ORE: JOBS ACT, PRIMO SI’ AL NUOVO ARTICOLO 18  Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

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di Lorenzo Radice

Esclusa dai licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione nel posto di lavoro, sostituita da un indennizzo economico con l’anzianità di servizio. Il reintegro resta per i licenziamenti nulli e discriminatori e per altre forme di questo tipo, con l’acquisizione di termini certi per l’impugnarezione idel licenziamento. Lo prevede l’emendamento al Ddl delega Jobs act riformulato dal governo e approvato ieri sera dalla Commissione Lavoro alla Camera, che modifica la disciplina dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, riformato nel 2012 dalla legge 92, per i nuovi contratti  a tempo indeterminato a tutele crescenti che debutteranno all’inizio del 2015. Mentre i gruppi di opposizione in serata hanno abbandonato i lavori per protesta, dopo aver votato contro l’emendamento sull’articolo 18. Quella votata è solo la cornice entro la quale declinare le modifiche sulla disciplina dei licenziamenti che arriveranno con il decreto delegato sui contratti a tutele crescenti, il quale, essendo quasi pronto, sarà operativo a inizio gennaio per consentire alle imprese di beneficiare della contribuzione prevista dalla legge di stabilità. Tra gli altri emendamenti emergono altre due riformulazioni del governo: con la prima si conferma il superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, mentre con il secondo si interviene sui tempi per fare entrare in vigore all’istante le nuove norme contenute nella delega lavoro. La commissione si prevede che concluderà il voto degli emendamenti entro domani, mentre venerdì il testo del Ddl delega arriverà in Aula per essere licenziato entro mercoledì 26 novembre, come stabilito dalla stessa Camera. Presentato l’emendamento che circoscrive agli impianti e agli strumenti di lavoro l’attività di controllo! Tutti i politici in carica dichiarano animatamente di impegnarsi per risollevare questo paese, ma dopo l’uscita di questo emendamento, molti lavoratori anziché sentirsi incentivati nel loro mestiere si sentono del tutto scoraggiati, esponendosi a un facile licenziamento.

Togliere questo articolo non solo nega il diritto di assicurarsi un lavoro a tempo indeterminato, come giusto che sia, inoltre afferma che i Cco.co.co. si esauriranno, le Cigs non possono chiudere definitivamente e come se non bastasse sono stati aggiunti limiti alla reintegra.

19 novembre 2014

IL SOLE 24 0RE: TITOLO IL BOOM DI VENDITE JEEP VOLANO PER FIAT-CHRYSLER Filomena Greco

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Il SOle 24ore/ Il boom di vendite Jeep volano per Fiat-Chrysler

COMMENTO di Ela Parrino

Le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4%, un risultato migliore del mercato per la seconda volta a partire dal luglio scorso. Questo dato è stato favorito in particolare dalla crescita delle vendite delle Jeep, il cui costo è aumentato del 74% nell’arco di un anno e arrivando a 4300 il mese scorso. Segno che il Gruppo comincia a raccogliere i frutti di una nuova strategia che ha visto quest’anno entrare in produzione due nuovi modelli, Jeep Renegade e 500X, che entreranno nei concessionari a partire da gennaio 2015. L’anno prossimo dovrà invece contare sulla Giulia e il Suv Levante a marchio Maserati. Il “pilotino” della Giulia inizierà la sua produzione tra marzo e aprile e dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce la Giulietta, mentre entro fine 2015 dovrebbe essere pronto il Suv Levante destinato a Mirafiori, dove viene prodotta l’Alfa Mito. In linea generale il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo.

È stato un passo importante per la nostra casa automobilistica, la Fiat, aggregarsi con una casa americana, Chrysler, perché da come possiamo notare i profitti sono aumentati sensibilmente, e ciò contribuisce all’arricchimento del nostro paese. Inoltre, possiamo dire che questa unione ha aperto la Fiat a un commercio internazionale, aumentando il numero di vendite.

 

COMMENTO di Aaron Paul Cruz

Troppo presto per parlare di tendenze. Ma quel che è certo è che le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4 %, un risultato migliore del mercato per la seconda volta nell’arco di pochi mesi. Sono dunque le vendite delle vetture Jeep, Renegade, Cherokee e Grand Cherokee che incidono sulla media complessiva. Tra marzo e aprile dovrebbe essere pronto il pilotino della Giulia, la cui produzione dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce Giulietta. Gli stabilimenti italiani, Mirafiori e Cassino in testa, scommettono però su un secondo nuovo modello già nel 2016, mentre Melfi andrà a regime, nei prossimi mesi, con una produzione. In linea generale, il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo. L’obiettivo è quello di portare la produzione di vetture a marchio Alfa dalle 74mila del 2013 alle 400mila del 2018, con la Giulia, che potrebbe andare in produzione già l’anno prossimo, e sette tra nuovi modelli e restyling entro il 2018. La strategia annunciata dal Lingotto nel mese di maggio prende dunque forma, con una serie di variabili ancora da definire nei prossimi mesi. Invece nel punto di vista industriale restano ancora un’incognita i progetti di due nuove vetture, nel segmento B e C. Le auto che prenderanno il posto di Punto e Bravo e la Pandona.

 

 

19 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: I mestieri che mancano al nuovo manifatturiero di Luca Orlando

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di Camilla Donati
Il tasso di disoccupazione giovanile è ormai arrivato al 42,9% eppure il lavoro non manca. In Italia è nell’area tecnica che si manifesta in modo evidente la distanza tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto tra i percorsi formativi delle scuole scelte dai giovani e l’offerta concreta di posizioni aziendali. Per gli ingegneri elettrotecnici le difficoltà di reperimento sono drammatiche legate a squilibri nei percorsi di scelta, ciò risulta in Italia legato non solo alla costruzione di percorsi formativi ma anche alle scelte di orientamento. Sin dalle scuole medie inferiori bisognerebbe dare indicazioni oggettive rispetto ai dati di mercato e fornire un orientamento di tipo formativo così come a metà del percorso delle superiori sarebbe utile fornire indicazioni sugli sbocchi possibili o sulla formazione di più alto livello. Nei Politecnici di Torino e Milano, considerati i punti di eccellenza nella formazione nazionale, il numeroIl SOle 24ore/ I Mestieri che mancano al manifatturiero di ingegneri inoccupati a cinque anni dalla laurea rappresenta appena il 6 % del totale. Alla scarsità dell’offerta di competenze si aggiungono anche difficoltà nel corrispondere una remunerazione adeguata. In Italia le professionalità sono sottopagate e sono gli stessi docenti che spingono i laureati più intraprendenti a puntare su una carriera all’estero. Alcune aziende hanno pertanto deciso di finanziare direttamente la formazione del personale necessario quali? l’articolo le cita?. È necessario mettere ‘intelligenza’ all’interno dei processi produttivi. In alcuni settori quali? tuttavia si fatica a trovare interesse da parte delle nuove generazioni. Le nuove generazioni dovrebbero pertanto indirizzare le proprie scelte verso la formazione nei settori in cui esiste la possibilità di un lavoro futuro e in questo dovrebbero essere aiutati dai docenti stessi fin dalle scuole dell’obbligo. È necessario incanalare le proprie potenzialità verso quelle professioni e settori che a lungo termine offrono una possibilità di impiego lavorativo.

19 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: Autosufficienti grazie al LED

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Il SOle 24ore/ Il LED vince per durata e qualità

Autosufficienti grazie sole Dario Aquaro

Da Il Sole 24 Ore  19/11/2014

Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga

Sconto sulle bollette grazie al sole. La nostra stella è una fonte di energia illimitata che può anche aiutarci a risparmiare qualcosa sulle bollette, grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, infatti si può produrre energia autonomamente. L’energia prodotta non può essere consumata ma, grazie al sistema dello scambio sul posto, la si può vendere all’Enel che “sconterà” le prossime bollette successive. La convenienza di questo investimento dipende dall’autoconsumo e delle abitudini dell’utente e quindi bisogna tener conto di questi fattori prima di installare i pannelli. Le simulazioni del Solar Report Energy 2014 dicono che con un autoconsumo annuo del fabbisogno annuo totale del 30%, detrazione Irpef al 50%  e scambio sul posto, l’investimento si ripaga in 9 anni per il Nord e 8 per il Sud;, però servirebbe però  una produzione annua tra i 1100 kWh al Nord e 1200 kWh al Sud. Per chiunque volesse, in alternativa si possono installare pannelli solari termici per produrre acqua calda sanitaria. Utilizzare energia pulita fa bene al pianeta e adesso fa bene anche al portafoglio. Il fatto che adesso si guadagna anche facendo il bene per l’ambiente, cioè passare alle energie rinnovabili pulite piuttosto che usare i combustibili fossili, fa sperare che in un futuro più verde per l’umanità. Sicuramente il fatto che si può risparmiare sulle bollette mettendo dei pannelli solari sul tetto, convincerà anche i meno ecologici a fare qualcosa per l’ambiente facendogli avere anche un tornaconto personale.

 

19 novembre 2014