Monthly Archives: dicembre 2014

LA REPUBBLICA: “Piombino finisce agli algerini di Cervital” di Luisa Grion

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di Corrado Mallia

Cosa abbiamo capito:

Ecco un altro pezzo di Italia che finisce in mani estere. Ieri il ministero dello sviluppo ha dato il via libera per l’acquisizione dell’industria siderurgica di piombino, un investimento da circa 400 milioni di euro che prevedere il rilancio della produzione, con la costruzione di due forni elettrici.
Restano però due nodi da sciogliere: quello sui licenziamenti e quello del forno. La questione dei licenziamenti è stata affrontata direttamente, infatti l’azienda aveva previsto esuberi per 290 dipendenti e questi hanno ricevuto accettato un’offerta sulla buona uscita. Per quanto riguarda i forni l’unica questione aperta riguarda il forno vecchio che l’azienda algerina vuole dismettere.
Per quando riguarda l’industria siderurgica più grande d’Italia, l’Ilva di Taranto, sarebbe stato raggiunto un accordo tra i sindacati, i proprietari (Famiglia Riva) e lo stato, infatti lo stato sarebbe disposto ad entrare nell’ordinamento giuridico della società con un investimento di diversi milioni.

3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: ”Delitto & Potere, l’ombra della Magliana nel romanzo criminale della città eterna“ diGiancarlo De Cataldo

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Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga
Vecchi volti ma nuovi crimini. Numerosi arresti, ipotesi su gravi crimini contro lo Stato ecc., sembra che lo spettro della banda della Magliana non abbia mai lasciato la città eterna, facendo sentire la sua presenza anche anni dopo il suo scioglimento. Sembra, secondo gli investigatori, che una cupola imprenditoriale/politico/mafiosa stia da tempo governando la capitale soffocandone lo slancio e la vitalità. Tra i sospettati di far parte in questa associazione criminale c’è anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Questa cupola viene definita come una nuova mafia o mafia 2.0 che si adatta alla mutevole realtà del gioco economico e con un grandissimo potere derivante dalla sua ferocia. Se questa ipotesi venisse confermata, la colpa dell’attuale degrado di Roma non sarebbe del tutto riconducibile al sindaco Marino, ma diventerebbe chiaro che la cupola potrebbe avere aiutato a portare a questa situazione, del resto si era capito da tempo che a Roma c’era qualcosa di marcio. Questa teoria sulla cupola fa molto complotto di Adam Kadmon ma se uno ci pensa non è poi così ridicola. Nel precedente articolo ho parlato del degrado di Roma e più precisamente del degrado di Trastevere, ho raccontato della criminalità e dell’inciviltà che si sta riversando nelle strade e adesso vedere che potrebbe esserci una spiegazione a tutto questo mi consola. Ammettere che c’è un problema è il prima passo per risolverlo quindi, per risolvere il problema del degrado di Roma, la soluzione è quella di trovare e arrestare i membri della cupola in modo da far finire questo periodo buio e far tornare la città eterna al suo antico splendore.

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3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: ”Contro i Rom riecco il razzismo dei fascio-leghisti” Simona Poli

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Di Jacopo Corsaro

Cosa abbiamo capito:

Il presidente della Toscana Rossi continua a fare i conti con l’ultima foto postata su Facebook che ha ormai raggiunto le settecentomila visualizzazioni. Questa foto ritrae dei rom sotto casa di Rossi, seguita da un commento, postato appunto dal presidente, non proprio garbato. Il centro destra una volta visualizzata e preso atto della gravità della foto ha subito iniziato ad attaccare il presidente facendo a sua volta una foto dove vengono ritratti i consiglieri regionali con in mano dei cartelloni sui quali c’è scritto ‘alluvionato, disoccupato, cassaintegrato’. il post sotto recita: “ma il governatore qui con noi non c’è”. Il presidente si difende dicendo che quello che ha fatto era solo un gesto spontaneo che non pensava provocasse così tante polemiche e insulti. In un’intervista Rossi spiega il motivo della scelta dei rom dicendo che sono veramente i suoi vicini di casa e che li aiuta volentieri qualche volta e che questa famiglia viene sostenuta economicamente da Rete ospitalità nel Mondo. Afferma inoltre che in questo paese è anormale la sua foto, ma nessuno dice niente quando a 90 bambini rom viene impedito di andare a scuola da Casa Pound. Nelle sue dichiarazioni afferma che non gli interessa se il suo partito non ha mosso un dito per aiutarlo perché quello che conta è che riesca a rappresentare il suo partito nel migliore dei modi. Che sia sbagliato mettere una foto del genere nessuno lo mette in dubbio ma è esagerato dall’altra parte che la gente riempia di commenti offensivi e inadeguati quella foto perché d’altronde è solo una foto pubblicata per fare un po’ di sarcasmo. Una cosa c’è da dire: con tutti i problemi che abbiamo in Italia i rom sono forse uno dei più facili da risolvere, quindi caro presidente si metta prima all’opera per contribuire a ridare un posto di lavoro a chi l’ha perso e per fornire disponibilità liquide per ricostruire i quartieri allagati, e poi metta le foto che vuole sui social network.

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3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: L’Italicum in vigore solo da gennaio 2016” La proposta di Renzi per convincere Berlusconi ‘ di Silvio Buzzanca

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di Gabriele Nicosia

Cosa abbiamo capito:

Renzi, ricatto per restare più a lungo in carica. Il premier Renzi ha dichiarato ieri che offre una garanzia di una anno sulla durata della legislatura in cambio però la legge elettorale deve essere approvata rapidamente. Il premier afferma che si potrebbe mettere una clausola che imponga l’entrata in vigore della legge dal 1° gennaio 2016, ma l’accordo tra i partiti è molto lontano. Add esempio per Alfredo D’Attorre è un’idea folle che i senatori rimangano in carica un anno di più perché la legge entra in vigore dopo, un altro esempio è quello di Pier Luigi Bersani che boccia i capi lista bloccati e in fine Forza Italia si chiede perché Renzi ha tanta fretta di far passare questa legge invece di concentrarsi con anima e corpo per trovare il modo di rilanciare il paese. L’approvazione di questa legge rischia anche di far slittare la votazione del Jobs Act, comunque la commissione dovrebbe finire la discussione domani con una seduta notturna, alla Camera sono partite le votazioni del nuovo senato ma si sono subito fermate per i contrasti fra i gruppi.

Questo discorso dell’approvazione della legge elettorale andrà avanti ancora per molto e non credo che la vedremo in vigore dal 2016 ma penso più dal 2020 visto che siamo in Italia e se non fa comodo a qualcuno allora non va bene per nessuno, ci sono già molte incongruenze fra i partiti quindi prima che raggiungano l’accordo definitivo si potrebbe finire la Salerno-Reggio Calabria.

3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: “I COMPUTER PRENDERANNO IL POTERE A RISCHIO L’INTERA RAZZA UMANA” di Enrico Franceschini

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di Ela Parrino

Cosa abbiamo capito:

Stephen Hawking è un astrofisico di fama mondiale grazie alle sue teorie sui buchi neri e sull’origine dell’universo. Se non è l’uomo più intelligente della Terra, poco ci manca visto che da piccolo gli è stato attribuito lo stesso quoziente intellettivo di Einstein. La tecnologia sta lavorando molto con lui per migliorare il suo modo di comunicare a causa della malattia che lo ha colpito quando studiava all’università: la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Quasi interamente paralizzato e costretto a una sedia a rotelle, Hawking parla e scrive grazie a un sensore sulle guance, con cui seleziona i caratteri sullo schermo di un computer; per parlare invece, c’è un sintetizzatore che trasforma in voce le frasi da lui digitate. Intel ha ideato un nuovo sistema che permette allo scienziato di poter operare dieci volte più rapidamente sul computer. «Posso scrivere più rapidamente e parlare più facilmente, un miglioramento che mi cambia la vita. L’intelligenza artificiale finirà per svilupparsi da sola e crescere a un ritmo sempre maggiore. Gli esseri umani non potranno competere con le macchine e un giorno verranno soppiantati. I computer raddoppiano velocità e memoria ogni 18 mesi. Il rischio è di essere soppiantati». Stephen è anche allarmato dall’uso di Internet, perchè ultimamente sta interferendo molto sulla vita delle persone, e ha paura che il progresso tecnologico potrerà a violare la libertà personale, trasformando lo stato in un Grande Fratello. L’unica cosa di cui non vuole miglioramenti tecnologici è la sua voce, generata da un computer. «Ammetto di parlare come un robot ma è diventato il mio marchio di fabbrica e non lo cambierei per una voce più naturale».
Fin da piccola sono rimasta affascinata dall’universo, perchè è sempre stato qualcosa di misterioso. Grazie a quest’uomo, probabilmente il più intelligente della Terra, si è riuscito a dare delle risposte ad alcuni misteri. Hawking è un uomo molto forte, un caso raro, perchè deve essere difficile vivere su una sedia a rotelle e una voce metallica. Ma nonostante questo lui è sempre andato avanti per la sua strada continuando a studiare l’universo e i suoi misteri.

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3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: ”Ricerca, mappe e mail l’unico rimedio è separarle” Di Anais Ginori

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Di Grecia Gonzales

«Google rappresenta l’85% del mercato dei motori di ricerca in Europa, addirittura più che negli Stati Uniti.» Per gli americani i manager del motore di ricerca sono i profeti del successo ma per la Ue, Francia e Germania cosi non è poiché temono di diventare una colonia digitale. Come era stato preannunciato nei giorni scorsi, oggi il Parlamento europeo ha votato una mozione con la quale invita la Commissione Europea – cioè l’organo esecutivo dell’Unione il suo “governo”,– a valutare soluzioni per costringere Google a separare le attività del suo motore di ricerca da quelle degli altri suoi servizi, creando se necessario due aziende distinte in Europa. La risoluzione non fa riferimento in modo esplicito a Google ma il testo parla comunque della necessità di separare i motori di ricerca dagli altri servizi, soprattutto se si trovano in una posizione dominante: Google in Europa ha il 90% del mercato delle ricerche online. Il Parlamento ha approvato la risoluzione con 384 voti a favore e 174 contrari, mentre altri 56 europarlamentari si sono astenuti. La votazione serve come proposta di indirizzo sulla linea che potrà tenere nei prossimi mesi la Commissione. I suoi commissari si sono insediati da poche settimane e hanno ereditato dalla Commissione precedente la questione ancora irrisolta della predominanza di Google nel mercato europeo, dove non ha praticamente concorrenti. La società statunitense è coinvolta in una serie di verifiche da parte dell’Autorità per la concorrenza in Europa: l’antitrust sostiene che Google utilizzi il suo motore di ricerca per promuovere molti altri suoi servizi, da quelli per fare pubblicità online a quelli per fare acquisti, fino alle applicazioni per la produttività. In questo modo servizi concorrenti hanno minori possibilità di farsi conoscere e non hanno mezzi comparabili a quelli di Google per avere visibilità. La Commissione Europea ha il potere per imporre a una azienda di separare alcune delle proprie attività, ma una decisione di questo tipo non è stata mai assunta. Il Parlamento invece non ha questo tipo di potere e può solo fare pressioni sulla Commissione invitandola a seguire un simile indirizzo, e anche in questo caso non era mai avvenuto prima che ci fosse una risoluzione simile. Dopo il suo insediamento la nuova Commissione si è presa del tempo sospendendo le verifiche su Google in modo da permettere al nuovo commissario della concorrenza, Margareth Vestager, di fare il punto sulla situazione. Il suo predecessore, Joaquin Alumina, aveva espresso in più occasioni la sua contrarietà a una richiesta di rendere il motore di ricerca una società separata di Google in Europa, e aveva anche sostenuto che la Commissione non avesse i poteri necessari per farlo. Aveva anche provato a raggiungere un accordo con Google, ma il suo mandato è scaduto senza che fossero ottenuti progressi rilevanti. La nuova Commissione appare per ora piuttosto divisa su cosa fare con Google. Il commissario Günter Oettinger, responsabile per economia e società digitali, ha detto di essere contrario a un provvedimento che obblighi Google a separare parte delle proprie attività. La questione non è però di sua diretta competenza e dipende più che altro da Vestager. Il commissario per il mercato unico digitale, Andrus Ansip, ha il compito di coordinare le attività della Commissione su questo punto e la risoluzione di oggi riguarda direttamente la sua area di competenza, perché fa esplicito riferimento a un piano piuttosto ambizioso dell’Unione Europea per creare un ambiente europeo unico nel quale le aziende europee, soprattutto di telecomunicazioni possano farsi concorrenza con minori vincoli geografici. Sull’iniziativa parlamentare nei giorni scorsi ci sono state diverse polemiche, sia legate alla proposta in sé sia su chi l’ha promossa. Il New York Times, per esempio, ha ricordato che l’europarlamentare tedesco del PPE Andreas Schwab, primo proponente della separazione di Google, aveva in passato fatto consulenze per uno studio legale della Germania che ha una controllata coinvolta in un’iniziativa avviata da alcuni editori europei per chiedere alla Commissione di proseguire con le verifiche antitrust contro Google. “Dobbiamo subito obbligare Google a scorporare le diverse attività di raccolta dati nelle sue varie diramazioni, dal motore di ricerca a Gmail, da Google Map a Google+. Decidere di vietare al gruppo americano di mischiare le sue fonti di raccolta dati è un primo passo contro l’abuso di posizione dominante” afferma il filosofo Frédéric Martel. In Europa ci sono 500 milioni di consumatori, siamo il primo mercato digitale del mondo. Noi siamo proprio dei nani. Siamo forti nei contenuti culturali, nello sviluppo dello streaming, da Spotify a Deezer, nelle applicazioni. Quel che manca alle nostre imprese sono i finanziamenti, una politica industriale dei governi. Meetic, Skype e Nokia sono stati ricomprati dagli americani, Price Minister e SuperCell dal Giappone motivo per cui l’Europa non è mai riuscita a imporsi. L’Europa si sente colonizzata, l’America è la colonizzatrice. Il potere monopolistico di Google è effettivamente più accentuato sul mercato europeo. Il motore di ricerca creato da Larry Page e Sergey Brin ha quasi il 90% di quota di mercato. I Padroni della Rete sono tutti americani chiamati Les Gafas dai Francesi che hanno coniato l’acronimo dalle iniziali di Google, Apple, Facebook e Amazon.
di Grecia Gonzales

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3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: “Arrestata al confine la moglie del Califfo si nascondeva tra i rifugiati siriani” di Alberto Stabile

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di Lorenzo Radice

Cosa abbiamo capito:

L’intelligence libanese ha messo a segno un colpo grosso, sia pure con l’aiuto di un apparato di spionaggio straniero, arrestando una delle tre mogli di Abu Bakr Al Baghdadi, il terrorista iracheno auto-proclamatosi Califfo, che vorrebbe conquistare il mondo. L’arresto è avvenuto al confine nord con la Siria. La donna, identificata da fonti libanesi come Saja Al Dulaimi, siriana, era con uno dei figli, un bambino o una bambina, di otto o nove anni e aveva con sé documenti falsi. Ci sono molte incertezze riguardo i dettagli della vicenda, ma quel che si sa per certo è che la donna è una delle tre mogli del Califfo. Sarebbe stata portata nella sede dei servizi di sicurezza, presso il ministero della Difesa, a Yarze, non lontano da Beirut, dove verrà interrogata e dove, il bambino o la bambina, con cui viaggiava è stato sottoposto a un test del Dna, che ne avrebbe confermato la parentela con Al Baghdadi. Altro dettaglio non secondario è che Saja Al Dulaimi, figlia di un esponente di punta della rivolta armata contro il regime di Assad, morto in battaglia nei pressi di Damasco, faceva parte del gruppo di 150 donne detenute dal regime siriano, rilasciate lo scorso mese di marzo, su mediazione del Qatar, in cambio della liberazione di 13 suore e tre assistenti prese in ostaggio nel monastero di Santa Tecla a Maaula. Ora si dice che Saja, dopo riaver acquistato la libertà fosse diretta a nord del Libano, dove, secondo alcuni servizi d’informazione libanesi hanno dato vita a una retrovia parecchio insidiosa. Quanto al Califfo, anche se gli esperti dubitano che Saja Al Dulaimi sia in possesso di informazioni cruciali sul marito, il prestigio di Al Baghdadi certamente ne soffre. Arrestata una delle mogli del Califfo Al Baghdadi! Con questa notizia si apre, o meglio si continua un nuovo capitolo a cui forse verrà data una svolta decisiva. La moglie del Califfo sa più di chiunque altro le intenzioni e i prossimi passi che il marito compierà, quindi ora viene tenuta sotto sorveglianza nella sede dei servizi di massima sicurezza in Libano e ci si aspetta che riveli qualcosa di importante alle autorità, ma anche a tutti noi.

3 dicembre 2014