Monthly Archives: febbraio 2015

REPUBBLICA: SUL FRONTE DI DEBALTSEVO CON I SOLDATI FILORUSSI Pietro del Re

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L’accordo di Minks, sul fronte ucraino, non suscita la reazione aspettata.
Il colonello indipendista Igor Sergeevic afferma che i patti sono solo carta straccia perché proprio come i precedenti non verranno rispettati, ribadendo che i filorussi non prendono ordini da nessuno, neanche dal governo di Donetsk perchè combattono per riconquistare le proprie case cadute nel territorio di Kiev.
La situazione, per i liberisti, si sta aggravando perché hanno perso la postazione di Dabaltsevo che è molto importante in quanto è uno snodo stradale e ferroviario che va riconquistato per la grande importanza strategica: collega infatti le due auto proclamate repubbliche separatiste. I combattimenti stanno diventando sempre più aspri in queste ore, in quanto i ribelli vogliono avvantaggiarsi in termini di controllo del territorio in previsione del cessate il fuoco.
I filorussi per riporre le armi vorrebbero il doppio del territorio delle due attuali repubbliche indipendenti, compreso l’importante scalo portuale industriale di Mariupul e il controllo della base militare di Kramatorsk, in pratica le maggiori ricchezze dell’Ucraina.
questo cessate il fuoco può avere effetti positivi sulla popolazione civile che ha il tempo di mettersi in fuga in un posto sicuro mentre per gli eserciti è solo l’occasione di riorganizzarsi e dalle postazioni conquistate nelle ultime ore sferrare attacchi pesanti per cercare di distruggere l’avversario.

14 febbraio 2015

REPUBBLICA: NEONATA MUORE IN AMBULANZA Giusi Spica

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Dopo solo tre ore dal suo primo respiro, è morta in ambulanza una neonata a Catania. Nelle quattro principali strutture della città non c’era un letto libero e la piccola Nicole è stata trasportata a Ragusa. Purtroppo non c’è stato nulla da fare perché una crisi respiratoria l’ha stroncata prima della fine del viaggio. Questa storia è giunta fino al Capo dello Stato Sergio Mattarella che ieri pomeriggio ha telefonato al Governatore siciliano, condividendo con lui il suo dolore. Su questa vicenda vuole vederci chiaro anche il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che ha inviato gli ispettori in Sicilia per capire cos’è andato storto. Gli ispettori del ministero lavoreranno fianco a fianco con quelli della regione Sicilia scelti dall’assessore Lucia Borsellino: «Ho chiesto le registrazioni delle chiamate al 118 e verificherò perché in Sicilia, dove ci sono più posti letto di quelli previsti dallo standard ministeriale, non si è trovata una sistemazione più vicina. Non guarderò in faccia nessuno». I genitori non ce la fanno a parlare della loro bambina che hanno appena avuto il tempo di guardare in viso. Ma la rabbia dei parenti è esplosa davanti alla camera mortuaria di Ragusa. Il nonno non si da pace: «Siamo convinti che sia morta in clinica. Non hanno fatto salire nessuno i ambulanza. Neanche il padre». A Catania ci sono sei ospedali, tutti con ginecologia, e non c’era posto. Com’è possibile che abbiano deciso di portarla a cento chilometri di distanza? Accuse da verificare. L’unica grande paura: può succedere ancora?
Quando succedono cose del genere è sempre uno scandalo per i familiari e per chi ne viene a conoscenza. Aver passato nove mesi con una bambina in grembo e vedere che ti viene portata via poco dopo il parto non deve essere molto facile da superare per una mamma, soprattutto nel momento in cui giunge la notizia che non è stato possibile salvarla perché gli ospedali non hanno posti letto. Lo Stato dovrebbe prendere provvedimenti immediati in tutte le regioni d’Italia per evitare che riaccadano situazioni simili. In questi momenti non vorrei essere nei panni dei familiari, ma soprattutto dei genitori.

14 febbraio 2015

REPUBBLICA: Il salto del mistero giù dal grattacielo poi i basejumper scappano nel buio Massimo Pisa

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È il punto d’osservazione più alto della città coi suoi 207m d’altezza, di sera quando il cantiere chiude e la vita intono alla fiera si spegne, pare che sia uno dei più accessibili. Devono averlo capito i tre paracadutisti che mercoledì sera hanno oltrepassato le recinzioni e scalato gli oltre cinquanta piani del “dritto”. E poi giù. Prima il capo squadra, poi gli altri due, con l’attrezzatura da parapendio che viene giù come soufflè in via Senofonte. Infine la fuga, prima che arrivasse la volante, mandata da un 41enne che si è accorto della surreale scena dai movimenti del primo base jumper, già atterrato e impegnato a ripiegare il paracadute e poi ha girato lo sguardo insù e ha visto l’arrivo degli altri due. Questa trasgressione è non è la prima volta che viene fatta in questo grattacielo dato che i lancio dal “diritto” ne sarebbe stato effettuato un altro, e di recente. E che altre volte coppie di fidanzati avrebbero scavalcato e compiuto la stessa arrampicata, solo per il gusto di farsi un selfie notturno con il presepe milanese sullo sfondo. Questi ragazzi sono imprendibili e per coronare questa disfatta le telecamere del grattacielo non hanno riscontrato alcuna prova sostanziale. Quindi adesso le indagini andranno avanti, ma anche se si dovessero trovare i colpevoli essi saranno denunciati semplicemente per lancio di oggetti pericolosi, denuncia che si risolverebbe con molto poco. Queste avventure sono condannate dalla polizia ma acclamate dalla maggiorparte della comunità, questo è quello che fa continuare questi atti molto pericolosi. Ma fino a quando non si aumenteranno le telecamere nella città e le pattuglie notturne i base jumper continueranno ad essere i batman di Milano.

14 febbraio 2015

REPUBBLICA: Aut aut della minoranza Pd “Renzi dialoghi o sarà dissenso” Il premier: “Non ci fermiamo”

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One two three…fight in parlamento, è successo ieri sera mentre la camera era riunita per la votazione dei nuovi progetti di legge, quando ad un certo punto i parlamentari del movimento cinque stelle decidono di occupare l’aula quindi di segregarsi dentro; tentativo però sfumato quasi subito per via dell’intervento delle guardie dell’aula e dei parlamentari del Pd venuti alle mani con i rappresentanti del movimento avversario. Intanto la presidente Laura Boldrini si lamenta poiché ormai i rappresentanti di ogni partito fanno un numero di assenze altissimo, cosi non si possono rispettare le richieste del presidente del consiglio Matteo Renzi che aveva chiesto di lavorare senza sosta e di approvare queste leggi in tempi brevi.
La risposta dei cinque stelle è sempre quella di cambiare l’Italia, ma ormai non è più sufficiente, visto che la loro proposta per rispettare la promessa di cambiare è quella di occupare sempre l’aula cosa non sempre efficace, anzi non è servito quasi mai ma ha solamente peggiorato le cose.

14 febbraio 2015

REPUBBLICA: Migranti,Renzi all’Europa “Se l’Onu ci dà il via libera pronti ad andare in Libia” Alberto D’Argenio

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Dopo 300 morti nel Canale Di Sicilia, Matteo Renzi arriva a Bruxelles intenzionato a porre il tema immigrazione al livello più altro dei Capi di Stato e di governo dell’Unione. L’emergenza Libia non è solo un’emergenza italiana ed europea, ma internazionale importante come quella Ucraina. Il problema va risolto con determinazione con l’aiuto dell’Onu, evitando però di far diventare il Mediterraneo un cimitero. In un consiglio dominato da Ucraina e Grecia, l’Italia si spinge avanti chidendo chiedendo maggior aiuto alla comunità: sostenere con maggior determinazione il negoziato dell’Onu. Roma sarebbe pronta a mandare uomini,anche se le polemiche continuano e mezzi per garantire stabilità a Tripoli e mettere fine al dominio dei trafficanti di esseri umani. Anche a Bruxelles il clima non è sereno. Senza il contributo delle capitali l’esecutivo comunitario non può fare molto anche se la Commissione sta preparado un’agenda specifica sui flussi migratori. Martin Schulz sottolinea che servono più mezzi nazionali.

Tutti parlano di questi problemi ormai protratti dal 2011, ma nessuno riesce a concretizzare le proposte portate avanti dai vai stati risolvendo questi grandissimi disagi.

14 febbraio 2015