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REPUBBLICA: Migranti,Renzi all’Europa “Se l’Onu ci dà il via libera pronti ad andare in Libia” Alberto D’Argenio

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Dopo 300 morti nel Canale Di Sicilia, Matteo Renzi arriva a Bruxelles intenzionato a porre il tema immigrazione al livello più altro dei Capi di Stato e di governo dell’Unione. L’emergenza Libia non è solo un’emergenza italiana ed europea, ma internazionale importante come quella Ucraina. Il problema va risolto con determinazione con l’aiuto dell’Onu, evitando però di far diventare il Mediterraneo un cimitero. In un consiglio dominato da Ucraina e Grecia, l’Italia si spinge avanti chidendo chiedendo maggior aiuto alla comunità: sostenere con maggior determinazione il negoziato dell’Onu. Roma sarebbe pronta a mandare uomini,anche se le polemiche continuano e mezzi per garantire stabilità a Tripoli e mettere fine al dominio dei trafficanti di esseri umani. Anche a Bruxelles il clima non è sereno. Senza il contributo delle capitali l’esecutivo comunitario non può fare molto anche se la Commissione sta preparado un’agenda specifica sui flussi migratori. Martin Schulz sottolinea che servono più mezzi nazionali.

Tutti parlano di questi problemi ormai protratti dal 2011, ma nessuno riesce a concretizzare le proposte portate avanti dai vai stati risolvendo questi grandissimi disagi.

14 febbraio 2015

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IL VIDEO DEGLI ISLAMICI: «STUDENTESSE VENDUTE O SPOSATE CON LA FORZA» Alessandra Muglia

Da Corriere della Sera 06/05/2014

di Ela Parrino

Nella regione del Borno, al confine tra Nigeria e Chad, il 14 aprile sono state prelevate circa duecento ragazzine nigeriane da una scuola prima dell’ultimo esame. Le madri, disperate per tre settimane senza avere notizie delle figlie e dopo i vari sforzi di ricerca, vengono finalmente “contattate” dal leader del gruppo terroristico Boko Haram tramite un video di circa 53 minuti. Ecco alcune delle parole pronunciate nel filmato: «Abbiamo preso le vostre figlie, sono schiave, le venderemo al mercato in nome di Allah. Allah dice che devo venderle, mi comanda di venderle, ed io venderò le donne». In divisa da combattimento davanti a due pick up dotati di due mitragliatrici e affiancato da sei soldati dal volto coperto, Boko lancia accuse contro gli sforzi di coesistenza tra cristiani e musulmani e contro l’educazione orientale. Abubakar Shekau, il capo dei ribelli islamici, dice di tenere «le ragazze come schiave» perché «devono lasciare la scuola ed essere date in sposa». Alcune madri delle studentesse rapite, hanno incontrato domenica la moglie del presidente della Nigeria Jonathan ad Abuja. Ormai questa città è piena di tragedie interne, che tali non sono più, come rivendicano le donne scese in piazza e come ha sostenuto anche lo stesso presidente, invocando l’aiuto degli USA. Anche l’Italia vorrebbe fare la sua parte per favorire la mobilitazione internazionale, infatti ieri il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, ha dichiarato che chiederà una iniziativa politica in sostegno alla liberazione delle ragazze.

Io penso che questa organizzazione terroristica stia compiendo azioni senza senso. Non si possono rapire duecento ragazzine da una scuola e rivenderle come se niente fosse. Questa situazione è inaccettabile. Ma è difficile capire quale sia la contropartita per i terroristi, perché non sembrano semplici sequestratori che si accontentano dei soldi. Avviare un mercato di persone è un reato molto grave e io credo che i paesi dovrebbero sbrigarsi ad intervenire per arrestare i responsabili e porre fine al commercio di ragazze. Non solo l’Italia e l’USA, ma anche altre nazioni dovrebbero prendersi la responsabilità di prendere parte al problema.

11 maggio 2014