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IL GIORNALE: Il governo sfida la Merkel: non rispetteremo i trattati

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Da il Giornale 08/10/2014

di Gabriele Nicosia

Et voilà l’Italia non paga. Renzi oggi incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel per parlare dei trattati firmati tra Italia e Germania che la nostra nazione si rifiuta di pagare, poiché «le clausole del trattato - dichiara il governo - non sono n’è fattibili n’è auspicabili visto che la correzione del “saldo strutturale per il 2015 del 2,2% è impossibile»; ci saranno però delle limitazioni al posto del 2,2 l’Italia lo porterà allo 0,1% per di più in due anni. Possiamo dire da un punto di vista calcistico, visto che entrambi seguono molto il calcio, che Renzi abbia fatto un “cucchiaio alla Merkel, inoltre il premier italiano ha annunciato che l’Italia non abbasserà il deficit nominale all’1,8% e neanche al 2,2% ma lo alzerà fino al 2,9%. L’Italia ha copiato la Francia d non pagando quanto stabilito dai trattati con la Germania, però i francesi hanno un deficit sui conti pubblici che arriva al 4,4%, mentre l’Italia ha dichiarato che farà un investimento da 23 miliardi di euro cosi da portare il proprio deficit almeno al 3% tanto da riuscire ad alzare il Pil. Per calcolare il Pil esistono vari sistemi, ma nessuno, neanche nel governo Monti, si è mai posto il problema di negoziare un sistema più favorevole per noi e adesso si vedono i risultati.

Secondo me l’Italia ha fatto bene a non pagare i trattati visto che non riceviamo mai una mano nè dall’Unione Europea nè dalla Germania, ma si ricordano di noi solo quando c’è da pagare il debito o altri prestiti che ci hanno fatto. Che nessuno abbia mai pensato a un sistema di calcolo del debito che faccia comodo anche a noi, mi lascia molto perplesso poiché mi sembra strano che dei politici con le lauree nelle migliori università italiane non ci abbiano pensato; o forse a loro conveniva far finta di niente, visto che adesso stanno emergendo tutti i casi di corruzione dei politici e trovare una soluzione al problema non avrebbe consentito loro di arricchirsi con i nostri fondi.

8 ottobre 2014

Cos’è il Quantitative Easing?

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FRANCOFORTE RESTA POCO INCLINE ALL’USO DI ARMI NON COVENZIONALI Walter Riolfi

Da Il Sole 24 Ore 08/04/2014

di Ela Parrino

Si parla molto di quantitative easing, ma forse alcuni non avranno ben capito di cosa si tratta. Con questo termine si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e il suo inserimento nel sistema finanziario ed economico. In caso di ricorso ad alleggerimento quantitativo, la banca centrale acquista attività finanziarie dalle banche del sistema (azioni o titoli, anche tossici), con effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime. Ora ci chiediamo: la BCE (Banca Centrale Europea) riuscirà finalmente a partorire ilquantitativeeasing? L’ipotesi è assai probabile. A gennaio questa opzione non era neanche stata toccata ma già alcuni operatori ritenevano certo il fatto che prima o poi sarebbero ricorsi all’uso del Qe. Tanti di loro agitano lo spettro della deflazione, ma in verità se la augurano per continuare a comprare titoli del credito, titoli dello stato e titoli azionari. Ma tanti altri paiono dotati di realismo. Infatti si è capito ieri, quando il cambio euro/dollaro è aumentato; se l’inflazione di aprile o maggio dovesse scendere ancora dello 0,5% rispetto al mese scorso, probabilmente sarà compito della BCE intervenire per calmare l’euro, possibile fattore di deflazione. Ma, viene anche aggiunto che se proprio dovessimo vedere una sorta di Qe, sarà per l’eventuale mancata di sterilizzazione dei 172,5 miliardi del vecchio programma Smp (Securities Markets Programme), attivato nel 2010 per l’acquisto sul mercato secondario dei bond dei Paesi più colpiti dalla crisi finanziaria e i cui rendimenti erano diventati troppo onerosi. L’obiettivo del programma era ristabilire appropriati meccanismi di trasmissione della politica monetaria, per arrivare a una stabilità dei prezzi nel medio periodo. Io penso, da studentessa, che sarebbe utile che la BCE riuscisse ad attuare questa misura, perché potrebbe in qualche maniera aiutare le banche e avere effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime.

8 aprile 2014