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CORRIERE: La Cina affronta la nuova frenata e il partitotorna sotto pressione

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di Lorenzo Radice
In Cina niente è mai bianco o nero, sono le sfumature che prevalgono, anche in economia, dove la crescita del Prodotto interno lordo del terzo trimestre è scesa al 7.3%: il livello più basso dal 2009. Per quest’anno il governo aveva posto un obbiettivo del 7.5%. Le Borse internazionali hanno tuttavia reagito bene perché i timori erano in effetti di una frenata più consistente, sotto il 7%. Un ulteriore calo cinese spingerebbe tuttavia al ribasso anche la crescita degli Stati Uniti: un punto percentuale in meno nell’espansione del Pil a Pechino, secondo Moody’s Analytics, ha lo stesso effetto negativo di un aumento di 20 dollari nel prezzo del barile di petrolio. In questo caso il danno sarebbe ancora più grave per i produttori di materie prime, dall’Australia all’Indonesia e al Brasile, che contano su una forte domanda dell’industria cinese. Le parole chiave sono: meno investimenti, meno debito e più consumi. Per decenni la Cina si è retta sulle esportazioni spinte dal basso costo del lavoro e sugli investimenti enormi in infrastrutture e sviluppo edilizio. La Fabbrica del Mondo soffre di un eccesso di capacità produttiva, dove nel settore immobiliare, che conta più di un quarto del Pil ci sono più di 10 milioni di case invendute. Il vero problema della Cina, come da noi, è il lavoro. Una crescita del 7%, che in occidente sarebbe un miracolo, in Cina non basta: si dovrebbe avere un minimo del 7.2% per creare ogni anno i 10 milioni di posti di lavoro attesi dal miliardo e trecento milioni di cinesi. La Cina è il paese che, nonostante la crisi in Europa e in America è in lento, ma costante sviluppo e ciò la fa diventare un potenza economica mondiale. Di certo la Cina presenta molti più abitanti di quanti ne presenti l’Europa e quindi le negatività vengono in qualche modo un po’ attutite. Noi dovremmo ispirarci al modello cinese.

23 ottobre 2014

CORRIERE: Le Guardie penitenziarie «costretti a pagare per l’alloggio nel carcere»

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Da Corriere della Sera 22/10/2014
Cosa abbiamo capito:
di Ela Parrino
Quaranta euro la singola, ottanta la tripla. Queste non sono tariffe di un hotel, ma bensì sono l’affitto mensile che gli agenti della polizia penitenziaria potrebbero essere costretti a pagare per dormire negli alloggi di servizio della caserma. Questo ha fatto perdere la pazienza agli agenti del carcere di Monza, che hanno preso carta e penna per scrivere ai capi Dipartimento della direzione amministrativa di Roma. Una lettera in cui viene messa nero su bianco la loro frustrazione per la situazione da loro definita «assurda». «Siccome lo Stato non sa più dove trovare i soldi, ha deciso che era arrivato il momento di farci pagare l’affitto della stanza» afferma il segretario regionale UIL di polizia penitenziaria, ma ciò che più ha fatto infuriare gli agenti monzesi non è stata la richiesta economica, ma le condizioni degli alloggi. In quelli interni al carcere il riscaldamento non funziona e piove acqua: senza interventi di ristrutturazione sono praticamente inutilizzabili. «Rischiamo di rimanere per strada, sarebbe imbarazzante. E poi ci sono gli straordinari non pagati e le scarpe dobbiamo comprarcele da soli». Da gennaio dell’anno scorso, l’asfalto del viale che conduce al carcere è ormai ridotto a un percorso di guerra lungo il quale gelo e pioggia hanno scavato veri e propri crateri. «Abbiamo rischiato di spaccare le gomme di un blindato. Una sola costa ben 2 mila euro, non ci sembra il caso di sprecare soldi così». Il pericolo non vale solo per gli agenti, ma anche per avvocati e assistenti sociali che quotidianamente frequentano il carcere per motivi di lavoro. L’ultimo problema che è saltato fuori è il sovraffollamento, siccome la struttura era stata progettata per accogliere circa 400 detenuti e oggigiorno ce ne son circa 600.
Questo episodio è la prova di un Paese corrotto. Da una parte i politici che guadagnano milioni e spendono i soldi pubblici per andare a farsi le vacanze alle Hawaii, mentre dall’altra ci sono i poveri cittadini che devono pagare tasse altissime e ad ogni errore commesso, c’è lo Stato che se ne approfitta chiedendo altri soldi. Ma ormai non c’è nemmeno da stupirsi di episodi del genere. Oltre a fare un favore al Fisco, queste persone devono anche pagare l’affitto delle camere per dormire, che inoltre sono in condizioni pietose. Bisognerebbe vergognarsi di vivere in uno Stato come il nostro, dove guadagnano solo i calciatori e i politici che purtroppo non sono capaci di governare.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Vallanzasca, la sua verità dal carcere «Pantani doveva perdere quel Giro»

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Di Gabriele Nicosia
Pentito. Renato Vallanzasca ha confessato che l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia del 1999 era stata voluta dalla criminalità organizzata. Questa nuova verità è emersa grazie al fatto che in quei tempi il suo compagno di cella, la cui identità rimane ancora un mistero, gli aveva consigliato di scommettere sul vincitore del Giro di quell’anno, ma che di sicuro non sarebbe stato il pirata. Il metodo per escludere il ciclista dalla competizione era quello di aumentare il livello dell’ematocrito fino a 51,9, valore che implicherebbe l’assunzione di droghe. Vallanzasca non ha voluto fare il nome del colpevole ma ha detto che è presente in una lista di cinque nomi fatta dagli inquirenti, nei prossimi giorni verrà individuato il colpevole e interrogato, ci sarebbero delle altre persone da interrogare se la pista seguita dagli inquirenti fosse giusta, ovvero di interrogare lo staff medico che ha prelevato il sangue del ciclista.
Il caso di Pantani è vergognoso perché è stato fatto passare per un drogato per anni, in realtà è stato escluso per la scommessa di un criminale. Questa è la testimonianza che il mondo dello sport è sottoposto sempre a scandali di questo genere, un esempio è calciopoli nel 2006 o ancora qualche hanno fa, lo scandalo delle partite vendute da parte di alcuni calciatori.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Le FS salgono Su pullman e metro

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di Corrado Mallia
Giudo Improta ha confermato le ipotesi che sono circolate la settimana scorsa, cioè che le Fs siano pronte a privatizzare Atac e Atm con l’obbiettivo di migliorare il trasporto nazionale, integrando il servizio urbano con quello ferroviario. Il piano di sviluppo delle ferrovie dello stato sembra essere sulla buona strada infatti è in corso anche un piano di 3 miliardi di euro per l’ammodernamento della flotta. Per i piani di sviluppo non ci dovrebbero essere impedimenti da parte del governo perché l’attuale premier Matteo Renzi aveva usato l’acquisizione delle aziende di trasporto fiorentine come un punto di vanto della sua amministrazione a Firenze.. Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha dichiarato di essere favorevole e aiutare l’acquisizione di Atac solo nel caso ci sia una condivisione di proprietà con altre aziende.
Era necessario un investimento su trasporti ferroviari sia urbani sia nazionali perché alcuni tratti ferroviari non sono adeguati ed hanno bisogno di un ammodernamento sia per il binari sia per i treni. Sono abbastanza fiducioso nelle Fs che possano migliorare il trasporto urbano di Milano che ormai è troppo scadente e i mezzi di superficie sono spesso in ritardo.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Più succo nell’aranciata. La rivolta dei produttori

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La decisione era nell’aria da più di un anno ma ieri il Parlamento, con il parere favorevole del governo, ha approvato definitivamente un nuovo vincolo su alcune bibite, tra cui le aranciate, applicabile a chi produce in Italia. La nuova norma prevede che le aranciate contengano almeno il 20% di succo con l’obiettivo di incrementare la produzione italiana di agrumi. Sentitasi discriminata Assobibe, emette il suo parere sulla nuova decisione: l’associazione è contraria in quanto va a penalizzare la produzione di bibite made in Italy. L’associazione di Confindustria accusa il Governo di avere fatto un caso di autolesionismo, anziché di tutela delle industrie nazionali e dei loro lavoratori. È molto facile che dopo questa decisione molte aziende prendano l’iniziativa di delocalizzare i propri impianti in altri paesi dove non sarebbero sottoposte agli stessi vincoli. In base ala nuova legge, infatti, l’aranciata deve contenere il 20% di frutta soltanto se si produce in Italia, se invece la bibita arriva da qualsiasi paese appena fuori dai nostri confini, resta valido il vecchio 12%. Questo che si è creato è un bel dilemma, poiché se ci mettessimo nei panni delle aziende sarebbe solo un costo aggiuntivo e questo porterebbe lo spreco di denaro che in questo momento di crisi molte aziende produttrici di bevande non si possono permettere. Mettendosi d’altro canto nei panni degli agricoltori italiani questa nuova legge porterebbe molto denaro che non hanno mai avuto nelle loro tasche. Quindi è un bene o un male questa nuova legge? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

22 ottobre 2014

“TAXI, PROTESTA A OLTRANZA.” di Giacomo Valtolina

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Da Corriere della Sera 20/05/2014

Cosa abbiamo capito:

di Grecia Gonzales

Tassisti contro l’app del noleggio: inseguimenti e due autisti feriti. Corteo anti Uber: Il prefetto afferma che sarà sanzionato chi viola le regole. Uber è un servizio che permette di prenotare un’auto con conducente via smartphone, utilizzando un’applicazione, il sistema di localizzazione e il pagamento con carta di credito. Funziona così Uber, l’app nel mirino dei tassisti che la giudicano illegale. A Milano la categoria protesta da tre giorni e sarà ricevuta mercoledì dal ministro dei trasporti Maurizio Lupi. I taxi lamentano il mancato rispetto della legge che regola l’attività del noleggio con conducente differenziandola dalle auto gialle. I tassisti sono ormai padroni delle strade di Milano e la questione, ieri, è ufficialmente diventata di ordine pubblico. Due i fronti d’azioni decisi dal prefetto: saranno sanzionabili per interruzione di pubblico servizio se continueranno le agitazioni spontanee; gli autisti Ncc (noleggio con conducente) affilliati a Uber potranno essere multati anche dagli agenti di polizia. Uber ha superato un miliardo di dollari d’incassi e pensa a una eventuale quotazione a Wall Street: al momento la valutazione si aggira su tre miliardi e mezzo di dollari. La società ha ricevuto capitali freschi per 307 milioni di dollari. I prezzi di Uber sono quasi il 20 % mediamente superiori rispetto a quelli dei Taxi considerando lo stesso tragitto. Dopo il lancio di uova contro la 30enne manager di Uber, Benedetta Arese, culmine della contestazione di sabato, ieri i tassisti avrebbero dovuto osservare una giornata di protesta mitigata con i turni liberi, svincolati dagli orari delle licenze comunali. Almeno in attesa dell’incontro di domani con il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. E invece la tensione era già alta fin dal mattino, a causa delle aggressioni avvenute nella note: due tassisti, in due diverse circostanze, tra le due e le quattro di lunedì mattina, hanno accerchiato due autisti Ncc che, nel tentativo di scappare, lì hanno investiti con la propria vettura causando loro lievi ferite. Ma nonostante l’ultimatum del prefetto e le richieste dei sindacati d’interrompere l’agitazione, qualche ora più tardi i blocchi erano ricominciati, con i delegati sindacati a fare gara nel dissociarsi. Azioni disarticolate e disomogenee, per gli stessi tassisti, divisi nei conciliaboli alle piazzole della città tra chi vorrebbe lavorare e chi lo impedisce. L’unico punto d’incontro dunque è il nemico Uber. E Uberpop, la versione low cost che permette a tutti di fare il tassista. L’accusano gli stessi Ncc: “Innovazione non significa illegalità”. L’onda lunga delle agitazioni milanesi, adesso, rischia di espandersi nel resto della Penisola. In particolare a Roma: “Siamo preoccupati, ha spiegato all’Adnkronos Alessandro Atzeni di Lazio Uilt settore taxi. L’incontro con il ministro di domani ci farà decidere come organizzarci”.

23 maggio 2014

Nairo e Rigo, quei rivali uniti dal passato Paolo Tomaselli

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Dal Corriere Della Sera 20/05/2014

Cosa abbiamo capito:

di Gabriele Nicosia

Dalle Ande a Montecarlo, questa è la storia di Nairo Quintana e Rigoberto Uran che sono cresciuti nelle strade della Colombia tra taxi notturni e sparatorie e adesso si sono trasferiti a vivere a Montecarlo. Queste sono due storie molto belle di due atleti che dal condizioni di vita disagiate sono arrivati a correre nel Giro d’Italia. Ora Uran si trova secondo dietro l’australiano Evans invece Quintana si trova nono nella classifica generale. Le vite dei due atleti non sono state facili; Infatti al “capellone” Rigo a 12 anni è venuto a mancare il padre rimasto ucciso in una sparatoria tra narcotrafficanti, da allora Rigo ha dovuto vendere biglietti della lotteria agli angoli delle strade ma quando ha iniziato a vincere delle gare è partito ed è venuto in Italia dove venne adottato da una famiglia di Brescia, mentre Nairo è più giovane di tre anni ma sembra più vecchio perché da piccolo ha sofferto di una malattia chiamata “il male del morto” che nella credenza popolare colombiana si pensa che venga alle donne incinte che stanno vicino ai morti. E adesso si aspetta che corrano le prossime tappe del giro sperando che uno dei due vinca. Secondo me è una storia molto bella di come due ragazzi cresciuti per strada che grazie alla voglia di gareggiare in bicicletta siano riusciti a realizzare i propri sogni nonostante le molte difficoltà economiche; addirittura nel caso di Rigo senza il sostegno del padre. 

20 maggio 2014

Ancora un serial killer a Firenze?

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CROCIFISSA, SEVIZIATA E UCCISA, FIRENZE TEME IL MANIACO SERIALE    di Marco Gasperetti

La Stampa 06/05/14

 

Cosa abbiamo capito:

di Agostino Giardiello

La vittima, una povera prostituta tossico dipendente rumena, è stata violentata e torturata nella notte del 5 Maggio. L’autore del crimine è ignoto, ma sicuramente gli indizi portano a un cliente maniaco, forse lo stesso che ha colpito in altre circostanze, senza però provocare la morte delle sue vittime. È stata trovata nuda, inginocchiata, le braccia legate a una sbarra di ferro che impedisce il passaggio dei veicoli, da un soccorritore ciclista nell’ultimo tratto di via del Cimitero, ad Ugnano, piccola frazione periferica tra Firenze e Scandicci.

Un altro fatto simile è accaduto nel marzo dello scorso anno ad una prostituta italiana che aveva accettato di sottoporsi al macabro gioco del killer per qualche soldo in più. Lei però dopo essere stata violentata il killer lo ha visto in faccia e lo ha descritto come un cinquantenne, accento toscano, corporatura tarchiata, capelli radi.

I poliziotti e gli inquirenti sospettano però che gli assassini siano più di uno; l’uomo tuttavia era  un maniaco armato di bastone che ha usato per colpire la vittima. Quest’ultima ha cercato di liberarsi chiedendo ripetute volte aiuto senza successo. A dir la verità l’hanno sentita alcuni abitanti delle tre villette adiacenti del cavalcavia, intorno allee 23:30. Spero che almeno si ricordi questa vittima e che si abbia pietà in futuro per le donne, perché in alcuni casi vengono trattate come animali e questo è inconcepibile.

 

 

 

13 maggio 2014

Proviamo a chiudere Orio al Serio?

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Aeroporti, Orio chiude per tre settimane Da martedì voli dirottati su Malpensa di Cesare Zapperi

Da il Corriere della Sera 06/05/2014

Cosa abbiamo capito:

di Corrado Mallia

L’aereoporto di Orio al Serio chiuderà per tre settimane per i rifacimenti della pista e tutto il traffico aereo sarà dirottato su Malpensa che ha l’occasione di fare le prove generali in vista dell’Expo quando ci sarà un aumento dei passeggeri del 50%. A Orio si lavorerà 24 ore al giorno per rimettere a lucido i tre chilometri della pista e migliorare i sottoservizi con un investimento da 40 milioni di euro.

Il D-day scatterà martedì prossimo con il decollo dell’ultimo volo charter Ryanair per Barcellona delle 22.35 quando resteranno aperte solo le biglietterie, l’ufficio informazioni e quello per gli oggetti smarriti. I dipendenti Sacbo saranno messi in cassa integrazione mentre il personale delle altre compagnie aeree che abilmente operano a Orio saranno costretti a una vita da pendolarismo stradale verso Malpensa. Naturalmente Malpensa si prepara all’ondata di passeggeri assumendo 200 persone a tempo determinato e adeguando misure di sicurezza per l’accesso ai gate che diventeranno 20. Anche i collegamenti con la cittá di Milano saranno implementati con l’ aggiunta di 12 bus in servizio 16 ore giornaliere e inoltre l’ aereoporto potrá contare su oltre 2 mila portabagagli.

Secondo il mio parere la chiusura di Orio al Serio si dimostrerà positiva perchè dará la possibilitá a Malpensa di fare le prove in vista dell’ expo 2015 e l’ aereoporto bergamasco si renderá più sicuro e innovativo.

11 maggio 2014

Chi porterà avanti il metodo Stamina?

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L’APPELLO DEL PIRELLONE “CERCASI MEDICO PER IL METODO STAMINA” Andrea Senesi

Da Corriere della Sera 06/5/2014

Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga

Nessun medico vuol lavorare per Stamina. Ieri Enrico Mantovani, assessore e vicepresidente della regione Lombardia, ha fatto un appello pubblico e ha dichiarato che la regione cerca medici disponibili ad aiutare i malati che vogliono continuare a curarsi con Stamina. Questo annuncio ha aperto un nuovo caso politico, tanto che l’ Associazione Luca Coscioni ha chiesto a Lorenzin di intervenire. Nella stessa serata l’assessore lombardo ha dichiarato che anche se cercano medici hanno la certezza che nessuno sarà disponibile. A Brescia, davanti agli Spedali civili, è stata organizzata un’altra protesta dai genitori di alcuni dei bambini malati e da Davide Vannoni, il padre del metodo. Il direttore generale dell’ospedale bresciano, Ezio Belleri, ha dichiarato che gli sono state notificate sei ordinanze per dare il via libera alle infusioni per due o tre pazienti ma il personale medico sembra in disaccordo.

Siamo arrivati veramente a questo? Ad essere così ottusi anche davanti alle vite di molti bambini? La comunità medica continua a dire che il metodo Stamina non utilizza vere cellule staminali e che il loro inserimento nell’organismo possa far male. Io dico sempre che sono i fatti quelli che parlano, tutti i bambini che finora hanno avuto le infusioni con il metodo Stamina hanno riscontrato miglioramenti; anche se minimi, rispetto alla loro situazione. La comunità medica non può aspettarsi che quei genitori lasceranno morire i propri figli senza aver tentato ogni cosa e finora il metodo Vannoni è la loro più grande speranza e faranno di tutto perché i loro figli possano continuare ad avere quelle trasfusioni con o senza personale medico.

11 maggio 2014