Category Archives: Cosa abbiamo capito

REPUBBLICA: ospedali, deserto il bando tagliacode

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di Grecia Gonzales

Nessun privato si fa avanti per aiutare a smaltire l’overbooking. Zero candidature e bando deserto. È il risultato dell’avviso che l’Asl di Milano aveva pubblicato un mese fa per aprire i contratti a nuove strutture, totalmente private. E accorciare così le liste d’attesa, acquistando prestazioni in quegli ambiti che, stando al monitoraggio fatto dagli uffici di corso Italia nel 2014, sono in difficoltà e non riescono a rispettare i tempi di attesa massimi stabiliti dalla Regione. L’Asl adesso dovrà studiare delle alternative per accorciare le code. Una delle ipotesi sarebbe quella di ripartire la cifra stanziata per il bando tra le altre strutture che operano nel territorio milanese, per potenziarne l’attività. La Ca’ Granda, l’ospedale più grande di Milano: i tempi di attesa per visite ed esami restano una piaga della sanità lombarda. La scadenza per l’invio delle domande era martedì: neanche una, però, ne è arrivata. L’Asl aveva stanziato 1,5 milioni che ora andranno ai centri pubblici. Palazzo Lombardia, per cercare di risolvere il problema delle attese e accorciare le code, ha infatti stanziato per i nuovi contratti con strutture private 13 milioni. Di qui, l’avviso che l’Asl ha pubblicato a metà febbraio, individuando 14 specialità in cui l’anno scorso il rispetto degli standard regionali sui tempi di attesa, soprattutto per quanto riguarda le prime visite, era stato problematico. Come oculistica, cardiologia, ginecologia, oncologia, ortopedia. “Abbiamo presentato il bando agli erogatori e spiegato loro la possibilità di partecipare – spiega il direttore generale di corso Italia, Walter Locatelli – nessuno ha deciso di aderire.” Tra i possibili motivi, i controlli in più che, soprattutto sul fronte amministrativo, le strutture dovrebbero subire da parte dell’ente pubblico. Nonché la difficoltà d’introdurre un regime misto: chi infatti avesse aderito al bando di corso Italia, avrebbe avuto un contratto con il servizio sanitario pubblico solo per quelle prestazioni che secondo l’Asl devono essere potenziate. Ma non per tutte. Con il risultato che, nello stesso ambulatorio privato, ci sarebbero state alcune prestazioni in convenzione altre no. 

17 marzo 2015

REPUBBLICA: Nozze Gay un diritto umano

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Per il Parlamento europeo le unioni civili e il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono un diritto umano e civile, che tutti i governi dell’Unione dovrebbero garantire ai propri cittadini. La presa di posizione della plenaria di Strasburgo, è arrivata ieri e il voto si è spaccato. Il testo passa con 390 voti a favore, 151 no e 97 astensioni. Tra i ventotto Paesi dell’Unione, l’Italia è uno dei nove che non prevede alcuna tutela per le coppie omosessuali. Il Parlamento europeo dunque prende atto «della legalizzazione del matrimonio e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di Paesi del mondo, attualmente diciassette, e incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Ue a contribuire alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili». Purtroppo l’omosessualità è ancora sanzionata penalmente in 78 Paesi del mondo, alcuni dei quali prevedono la pena di morte. Da Roma, Nichi Vendola ha twittato: «Molto bene il voto a Strasburgo, ora qualcuno informi Renzi e Alfano» e il leader del Pd gli ha risposto: «Dal Parlamento europeo arriva un messaggio forte per promuovere i diritti civili, al più presto arriverà una legge coraggiosa anche in Italia».  Renzi, inoltre, presenterà un disegno di legge ispirato a quello tedesco, in vigore a Berlino dal 2001. Il testo, dovrebbe prevedere delle unioni civili che danno diritti molto vicini a quelli del matrimonio, ma con alcune differenze, ad esempio l’impossibilità di adottare bambini esterni alla coppia.

16 marzo 2015

IL FOGLIO: L’America non è un posto dove si offre la presidenza a uno scettico per natura Stefano Pistolini

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di Gabriele Nicosia
America, vendesi posto da presidente. Obama è chiamato a risolvere diverse problematiche una tra queste è la rivolta a Ferguson dopo che un poliziotto di nome Darren Wilson ha sparato a un 18enne afroamericano, facendo credere a un ennesimo caso di razzismo dopo che si è venuto a sapere che il ragazzo ucciso era pure disarmato. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un paese dove se hai la pelle di un colore diverso dal bianco allora hai commesso un reato. Un esempio è Glenn Ford, 64 anni, arrestato nel 1983 perché era sospettato di un omicidio, dal 1988 aspettava il boia che avrebbe messo fine alla sua vita. L’unica colpa per lui è essere nato con la pelle di colore nero e quindi in un paese dove il razzismo dilaga bastava questo per condannarlo colpevole per un omicidio mai commesso, adesso è stato scagionato dopo 30 anni e riceverà un risarcimento di 330 mila dollari.
In un paese avanzato come gli Stati Uniti queste cose non dovrebbero mai accadere, in un paese dove è stato anche eletto un presidente afroamericano queste cose sono intollerabili! Condannare delle persone innocenti solo per il colore della loro pelle e anche ucciderle che è stato un incidente.

26 novembre 2014

CORRIERE: Le Guardie penitenziarie «costretti a pagare per l’alloggio nel carcere»

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Da Corriere della Sera 22/10/2014
Cosa abbiamo capito:
di Ela Parrino
Quaranta euro la singola, ottanta la tripla. Queste non sono tariffe di un hotel, ma bensì sono l’affitto mensile che gli agenti della polizia penitenziaria potrebbero essere costretti a pagare per dormire negli alloggi di servizio della caserma. Questo ha fatto perdere la pazienza agli agenti del carcere di Monza, che hanno preso carta e penna per scrivere ai capi Dipartimento della direzione amministrativa di Roma. Una lettera in cui viene messa nero su bianco la loro frustrazione per la situazione da loro definita «assurda». «Siccome lo Stato non sa più dove trovare i soldi, ha deciso che era arrivato il momento di farci pagare l’affitto della stanza» afferma il segretario regionale UIL di polizia penitenziaria, ma ciò che più ha fatto infuriare gli agenti monzesi non è stata la richiesta economica, ma le condizioni degli alloggi. In quelli interni al carcere il riscaldamento non funziona e piove acqua: senza interventi di ristrutturazione sono praticamente inutilizzabili. «Rischiamo di rimanere per strada, sarebbe imbarazzante. E poi ci sono gli straordinari non pagati e le scarpe dobbiamo comprarcele da soli». Da gennaio dell’anno scorso, l’asfalto del viale che conduce al carcere è ormai ridotto a un percorso di guerra lungo il quale gelo e pioggia hanno scavato veri e propri crateri. «Abbiamo rischiato di spaccare le gomme di un blindato. Una sola costa ben 2 mila euro, non ci sembra il caso di sprecare soldi così». Il pericolo non vale solo per gli agenti, ma anche per avvocati e assistenti sociali che quotidianamente frequentano il carcere per motivi di lavoro. L’ultimo problema che è saltato fuori è il sovraffollamento, siccome la struttura era stata progettata per accogliere circa 400 detenuti e oggigiorno ce ne son circa 600.
Questo episodio è la prova di un Paese corrotto. Da una parte i politici che guadagnano milioni e spendono i soldi pubblici per andare a farsi le vacanze alle Hawaii, mentre dall’altra ci sono i poveri cittadini che devono pagare tasse altissime e ad ogni errore commesso, c’è lo Stato che se ne approfitta chiedendo altri soldi. Ma ormai non c’è nemmeno da stupirsi di episodi del genere. Oltre a fare un favore al Fisco, queste persone devono anche pagare l’affitto delle camere per dormire, che inoltre sono in condizioni pietose. Bisognerebbe vergognarsi di vivere in uno Stato come il nostro, dove guadagnano solo i calciatori e i politici che purtroppo non sono capaci di governare.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Più succo nell’aranciata. La rivolta dei produttori

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La decisione era nell’aria da più di un anno ma ieri il Parlamento, con il parere favorevole del governo, ha approvato definitivamente un nuovo vincolo su alcune bibite, tra cui le aranciate, applicabile a chi produce in Italia. La nuova norma prevede che le aranciate contengano almeno il 20% di succo con l’obiettivo di incrementare la produzione italiana di agrumi. Sentitasi discriminata Assobibe, emette il suo parere sulla nuova decisione: l’associazione è contraria in quanto va a penalizzare la produzione di bibite made in Italy. L’associazione di Confindustria accusa il Governo di avere fatto un caso di autolesionismo, anziché di tutela delle industrie nazionali e dei loro lavoratori. È molto facile che dopo questa decisione molte aziende prendano l’iniziativa di delocalizzare i propri impianti in altri paesi dove non sarebbero sottoposte agli stessi vincoli. In base ala nuova legge, infatti, l’aranciata deve contenere il 20% di frutta soltanto se si produce in Italia, se invece la bibita arriva da qualsiasi paese appena fuori dai nostri confini, resta valido il vecchio 12%. Questo che si è creato è un bel dilemma, poiché se ci mettessimo nei panni delle aziende sarebbe solo un costo aggiuntivo e questo porterebbe lo spreco di denaro che in questo momento di crisi molte aziende produttrici di bevande non si possono permettere. Mettendosi d’altro canto nei panni degli agricoltori italiani questa nuova legge porterebbe molto denaro che non hanno mai avuto nelle loro tasche. Quindi è un bene o un male questa nuova legge? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

22 ottobre 2014

Il Giornale: QUEI GIOVANI LAUREATI CHE FANNO GLI SPAZZINI

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 Giornale 08/10/2014

di Lorenzo Radice

Giuseppe Spizzino, 27 anni, laureato in ingegneria edile fa lo spazzino a Napoli. «Anche se mi chiamo Spizzino, mai avrei creduto di ridurmi a fare lo spazzino – racconta Giuseppe al Giornale -. Ero però stufo di fare il disoccupato e vivere alle spalle dei genitori. Vorrei andare a vivere da solo e farmi una famiglia, invece raccolgo monnezza dalla mattina alla sera. Sono tra i più giovani, considerando che i miei colleghi hanno un età media di cinquantacinque anni e sui trecento operatori ecologici in servizio la metà risulta “parzialmente inabile” alla raccolta rifiuti». Giuseppe con queste parole si collega a un articolo che tre anni fa uscì su Repubblica con un titolo simile a quello del Giornale di oggi; l’articolo di tre anni fa parla di un altro ragazzo che con enormi sacrifici famigliari, è riuscito a laurearsi a pieni voti, ma nonostante tutto si è ridotto a fare lo spazzino a Palermo, con stipendio di 1000 € e turni che vanno dalle dieci di sera alle quattro del mattino. Storie di questo tipo ormai in Italia non sono un’eccezione, anche perché molti giovani italiani vogliono mestieri prestigiosi. Ma basta fare un giro al Salone dei giovani a Torino o a Genova per rendersi conto che per un giovane laureato che riesce a realizzarsi nella professione per quale ha studiato, ce ne sono 10 che devono ripiegare su attività di seconda o terza fascia, lavori che se tutto va bene si guadagna 1000 euro al mese, ma con almeno la soddisfazione di avere un posto lavorativo a tempo indeterminato. L’alternativa è quella di essere disoccupati. Solo qua in Italia succede così perché ad esempio in Svizzera un comune spazzino urbano guadagna 3600 euro al mese, una paga che qua da noi risulta essere quella di un avvocato con alle spalle una carriera piuttosto prestigiosa.Inoltre bisognerebbe lasciare spazio ai giovani, garantire loro sicurezza e fiducia nei confronti dello Stato, per quanto riguarda l’ambito lavorativo, ma ormai l’Italia politica” sta cercando di risistemare le cose per un paese che ormai gli è contro.

9 ottobre 2014

IL GIORNALE: Il governo sfida la Merkel: non rispetteremo i trattati

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Da il Giornale 08/10/2014

di Gabriele Nicosia

Et voilà l’Italia non paga. Renzi oggi incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel per parlare dei trattati firmati tra Italia e Germania che la nostra nazione si rifiuta di pagare, poiché «le clausole del trattato - dichiara il governo - non sono n’è fattibili n’è auspicabili visto che la correzione del “saldo strutturale per il 2015 del 2,2% è impossibile»; ci saranno però delle limitazioni al posto del 2,2 l’Italia lo porterà allo 0,1% per di più in due anni. Possiamo dire da un punto di vista calcistico, visto che entrambi seguono molto il calcio, che Renzi abbia fatto un “cucchiaio alla Merkel, inoltre il premier italiano ha annunciato che l’Italia non abbasserà il deficit nominale all’1,8% e neanche al 2,2% ma lo alzerà fino al 2,9%. L’Italia ha copiato la Francia d non pagando quanto stabilito dai trattati con la Germania, però i francesi hanno un deficit sui conti pubblici che arriva al 4,4%, mentre l’Italia ha dichiarato che farà un investimento da 23 miliardi di euro cosi da portare il proprio deficit almeno al 3% tanto da riuscire ad alzare il Pil. Per calcolare il Pil esistono vari sistemi, ma nessuno, neanche nel governo Monti, si è mai posto il problema di negoziare un sistema più favorevole per noi e adesso si vedono i risultati.

Secondo me l’Italia ha fatto bene a non pagare i trattati visto che non riceviamo mai una mano nè dall’Unione Europea nè dalla Germania, ma si ricordano di noi solo quando c’è da pagare il debito o altri prestiti che ci hanno fatto. Che nessuno abbia mai pensato a un sistema di calcolo del debito che faccia comodo anche a noi, mi lascia molto perplesso poiché mi sembra strano che dei politici con le lauree nelle migliori università italiane non ci abbiano pensato; o forse a loro conveniva far finta di niente, visto che adesso stanno emergendo tutti i casi di corruzione dei politici e trovare una soluzione al problema non avrebbe consentito loro di arricchirsi con i nostri fondi.

8 ottobre 2014

IL GIORNALE: Inutili i raid Usa, Kobane verso la resa

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Da Il Giornale 08 /10/2014
di Corrado Mallia

Kobain, la Stalingrado dei curdi, è ormai assediata dallo Stato Islamico che ne ha quasi conquistato tre quartieri, provocando 400 morti, ed ha issato la bandiere nera del califfato. La cosa più clamorosa è che le truppe turche, stanziate lungo il confine non hanno mosso un dito per aiutare li propri concittadini e infatti sono scoppiati degli incidenti nella capitale a favore degli aiuti militari in aiuto di Komane. Erdogan, primo ministro turco, commentando l’accaduto, ha sottolineato l’inutilità dei raid americani e che la Turchia non è neanche disposta a collaborare con le forze di terra già presenti.

La strategia del nuovo sultano appare chiara: lasciamo da soli i curdi e interveniamo solo per distruggere il califfato in collaborazione con gliamericani. Il primo passo sarebbe creare una no-fly zone a ridosso del confine turco per creare un cuscinetto dove far rifugiare i profughi e per poi far partire l’offensiva contro l’Isis.

Lo Stato Islamico avanza normalmente infatti i raid americani e alleati sono stati poco incisivi e troppo pochi infatti in paragone con l’invasione dell’Iraq i raid contro l’Isis sono stati meno della metà della metà. Inoltre si lavora in tutto il mondo per fermare l’arruolamento dello Stato Islamico che continua a fare propaganda su internet; anche in questi giorni sono stati bloccati alcuni giovani in viaggio verso la Siria.

GLi USA aveva annunciato i raid delle settimane scorse come se avessero vinto una terza guerra mondiale ma, invece, si sono dimostrati utili ben poco perchè l’Isis ha continuato ad avanzare come se niente fosse.

8 ottobre 2014

IL GIORNALE: Pisapia sfida Alfano

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Da Il Giornale 08/10/2014

IMG_0054di Grecia Gonzales

Le nozze (gay) non s’hanno da fare, dice Pisapia ad Alfano: «Io vado avanti». Alfano ha inviato una circolare ai prefetti per ordinare la cancellazione della registrazione delle nozze tra omosessuali. Egli afferma che in Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano per il semplice motivo che non è consentito dalla legge. Il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati afferma che Alfano sbaglia approccio quando cerca di impedire le trascrizioni dei matrimoni omosessuali. Sulla certezza che sia un atto contro la legge, poi, non ci siamo proprio. La trascrivibilità del matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero, infatti “si deve valutare alla luce dell’ordine pubblico internazionale”. Il Comune di Milano comincerà senza “alcun dubbio” a trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. L’ha rimarcato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia. Spiega infatti che il Parlamento deve legiferare sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, non sulla trascrizione delle unioni registrate all’estero. A governare con Alfano succede che mentre a Milano e in altre città i consiglieri Pd votano per fare trascrivere le nozze (gay) contratte all’estero, lui fa una circolare ai Preferiti perché vengano cancellate ed annullate di ufficio. Il primo a ribellarsi alla circolare di Alfano è stato il sindaco di Bologna, Virginio Merola che non obbedisce. A questa ribellione si sono uniti i comuni di Milano, Udine, Napoli, Grosseto e Empoli. Chieti obbedisce. Purtroppo gli uffici dell’Anagrafe rispondono al ministero dell’interno. Il modo più sicuro per il sindaco è trascrivere lui stesso gli atti, senza emanare ordinanze o decreti, nè imporre nulla agli ufficiali di Stato. L’ex ministra Mara Carfagna afferma che oggi ci sono i tempi e le condizioni perché la politica si dia da fare, lontana da pregiudizi e ideologie di parte per trovare soluzioni in grado di riconoscere tutele diritti e doveri a persone dello stesso sesso che abbiano deciso di condividere un percorso di vita. Inoltre ha aggiunto che fin quando la politica non avrà il coraggio e la responsabilità per farsi promotrice di una legge dello Stato sulle unioni civili sarà impossibile evitare che una circolare del ministro o, peggio, una sentenza della magistratura colmi un vuoto politico e normativo. L’iniziativa della Carfagna promette di rispettare le diverse sensibilità presenti in Forza Italia per arrivare a soluzioni che siano i più possibili condivise da tutti con l’obiettivo di elaborare un programma che permetterà al Paese di progredire in linea con le più avanzate democrazie liberali. Dall’altra parte i Vescovi affermano che il matrimonio è e resta un sacramento indissolubile ma le unioni di fatto devono essere considerate con rispetto perché possano presentare elementi di santificazione e di verità. Penso che la Chiesa dovrebbe essere vicina con comprensione, perdono e misericordia alle coppie in difficoltà.

Secondo me si deve lasciare la gente libera di decidere, tanto chi è contrario, lo rimarrà comunque, anche se c’è una legge! All’approvazione di questa, si creerebbero dei problemi aggiuntivi, come il voler adottare un bimbo, decisione che non condivido assolutamente. Penso che chi voglia condividere con una persona del suo stesso sesso sialibera di farlo ma voler poi pretendere dei diritti imprescindibili non mi sembra affatto accettabile. Va bene voler essere accettati come tali in una società come conviventi, compagni ma da lì ad allargarsi e pretendere altri diritti non mi sembra per niente corretto.

Di Grecia Gonzales

8 ottobre 2014

IL GIORNALE: Arrivano gli scooter sharing a Milano: fino a 1500 motorini a disposizione

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Da Il Giornale 08/10/2014

di Jacopo Corsaro

Il piano scooter del Comune avrà una flotta compresa tra 1.000 e 1.500 mezzi. Noi cittadini ci chiediamo di cosa si tratta ? Questo servizio inizierà già dall’anno prossimo, su modello del car sharing, che consentirà di utilizzare il veicolo senza vincoli di prenotazione e di parcheggio. Con un veloce e semplice click si può trovare comodamente sulla mappa il veicolo più vicino e lo si può prenotare, parcheggiandolo poi indifferentemente nelle strisce gialle o blu del luogo di arrivo. A fine ottobre ci sarà un convegno con tutti i potenziali operatori, per avere un po’ di consigli per adattare il bando. Il bando che l’assessorato ha intenzione di lanciare entro la fine dell’anno ovviamente sarà ispirato a quello del car sharing, quindi senza monopoli. L’idea è che l’avviso pubblico esca nel 2014 e i servizi a inizio 2015, tra febbraio e marzo.

Questa è un’ottima idea da parte del comune, non solo perché offre un servizio molto utile ai cittadini ma anche perché, in previsione dell’Expo porterà molta credibilità alla città di Milano dato che i visitatori potranno usufruire di questo fantastico servizio. Però se ci dovessimo mettere nei panni delle case motociclistiche questa idea dello scooter scharing non sarebbe vista di buon occhio, poiché porterebbe a una diminuzione degli introiti annui della vendita degli scooter. Io dico attenzione.

8 ottobre 2014