Category Archives: Cronaca

REPUBBLICA: Il salto del mistero giù dal grattacielo poi i basejumper scappano nel buio Massimo Pisa

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È il punto d’osservazione più alto della città coi suoi 207m d’altezza, di sera quando il cantiere chiude e la vita intono alla fiera si spegne, pare che sia uno dei più accessibili. Devono averlo capito i tre paracadutisti che mercoledì sera hanno oltrepassato le recinzioni e scalato gli oltre cinquanta piani del “dritto”. E poi giù. Prima il capo squadra, poi gli altri due, con l’attrezzatura da parapendio che viene giù come soufflè in via Senofonte. Infine la fuga, prima che arrivasse la volante, mandata da un 41enne che si è accorto della surreale scena dai movimenti del primo base jumper, già atterrato e impegnato a ripiegare il paracadute e poi ha girato lo sguardo insù e ha visto l’arrivo degli altri due. Questa trasgressione è non è la prima volta che viene fatta in questo grattacielo dato che i lancio dal “diritto” ne sarebbe stato effettuato un altro, e di recente. E che altre volte coppie di fidanzati avrebbero scavalcato e compiuto la stessa arrampicata, solo per il gusto di farsi un selfie notturno con il presepe milanese sullo sfondo. Questi ragazzi sono imprendibili e per coronare questa disfatta le telecamere del grattacielo non hanno riscontrato alcuna prova sostanziale. Quindi adesso le indagini andranno avanti, ma anche se si dovessero trovare i colpevoli essi saranno denunciati semplicemente per lancio di oggetti pericolosi, denuncia che si risolverebbe con molto poco. Queste avventure sono condannate dalla polizia ma acclamate dalla maggiorparte della comunità, questo è quello che fa continuare questi atti molto pericolosi. Ma fino a quando non si aumenteranno le telecamere nella città e le pattuglie notturne i base jumper continueranno ad essere i batman di Milano.

14 febbraio 2015

AVVENIRE: INCAPPUCCIATI ASSALTANO UN CIRCOLO DEL PD di Davide Re

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Da Avvenire 12/11/14
Cosa abbiamo capito:
di Lorenzo Radice
Assaltata la sede del Pd! La notizia irrompe a metà di un pomeriggio piovoso, che di lì a poco prende le sembianze delle notti buie degli anni di piombo. Il dramma si consuma a Corvetto, periferia popolare di Milano, dove da mesi a farla da padrone sono gli abusivi delle case Aler, soprattutto rom o affiliati ai clan della camorra, ma anche disperati, famiglie povere ed emarginanti che per non dormire sulla strada occupano una casa. Ore 15:30, il segretario milanese del Sunia, Stefano Chiappelli aveva appena finito il suo intervento e stava per dare la parola alla ventina di presenti, parecchi anziani, quando in quei quaranta metri quadrati è esplosa con violenza la tensione che da qualche giorno nelle case Aler covava sotto la cenere; infatti martedì prossimo partirà il piano “sgomberi veloci” coordinato dalla prefettura. In quel piccolo luogo si è scatenato il terrore, tutto per mano di una quindicina di incappucciati o con la maschera di “Guy Fawkes” e con la V di vendetta scritta sulle magliette. Hanno divelto la porta del circolo e l’hanno preso d’assalto, rovesciando librerie, spandendo vernice rossa ovunque. Qualcuno ha visto nella confusione un fumogeno, altri un estintore interamente scaricato, mentre gli anziani hanno cominciato a respirare a fatica. Mentre dentro gli incappucciati spaccavano tutto, fuori un altro gruppo provava a dare dimostrazione di quanto succedeva srotolando uno striscione con lo slogan: «No agli sgomberi, blocchiamo la Tav». Con l’arrivo dei carabinieri, della polizia locale e dei soccorsi, il tutto si interrompe bruscamente. Ci sono anziani feriti a terra e anziani che fanno fatica a respirare, ma nessuno ferito grave. L’agguato scuote il mondo della politica, riportando l’attenzione su quelle periferie in ginocchio che da mesi, anni, chiedono risposta. Le istituzioni milanesi fanno saper che non si piegheranno a queste intimidazioni, per ora si temono altri agguati. Il problema andava risolto agli albori, quando i cittadini della zona avevano fatto intendere una richiesta d’aiuto, ora quelle persone, considerate fasciste, non hanno tutti i torti a ribellarsi perché, se dopo anni di richieste non è stato effettuato alcun miglioramento, vuol dire inevitabilmente che bisogna sollecitare le istituzioni, in questo caso si e scelta la via violenta. Forse era proprio questo l’idea di questi quindici “Guy Fawkes”…chiedere ancora una volta aiuto e risolvere una volta per tutte la questione.

13 novembre 2014

CORRIERE: Le Guardie penitenziarie «costretti a pagare per l’alloggio nel carcere»

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Da Corriere della Sera 22/10/2014
Cosa abbiamo capito:
di Ela Parrino
Quaranta euro la singola, ottanta la tripla. Queste non sono tariffe di un hotel, ma bensì sono l’affitto mensile che gli agenti della polizia penitenziaria potrebbero essere costretti a pagare per dormire negli alloggi di servizio della caserma. Questo ha fatto perdere la pazienza agli agenti del carcere di Monza, che hanno preso carta e penna per scrivere ai capi Dipartimento della direzione amministrativa di Roma. Una lettera in cui viene messa nero su bianco la loro frustrazione per la situazione da loro definita «assurda». «Siccome lo Stato non sa più dove trovare i soldi, ha deciso che era arrivato il momento di farci pagare l’affitto della stanza» afferma il segretario regionale UIL di polizia penitenziaria, ma ciò che più ha fatto infuriare gli agenti monzesi non è stata la richiesta economica, ma le condizioni degli alloggi. In quelli interni al carcere il riscaldamento non funziona e piove acqua: senza interventi di ristrutturazione sono praticamente inutilizzabili. «Rischiamo di rimanere per strada, sarebbe imbarazzante. E poi ci sono gli straordinari non pagati e le scarpe dobbiamo comprarcele da soli». Da gennaio dell’anno scorso, l’asfalto del viale che conduce al carcere è ormai ridotto a un percorso di guerra lungo il quale gelo e pioggia hanno scavato veri e propri crateri. «Abbiamo rischiato di spaccare le gomme di un blindato. Una sola costa ben 2 mila euro, non ci sembra il caso di sprecare soldi così». Il pericolo non vale solo per gli agenti, ma anche per avvocati e assistenti sociali che quotidianamente frequentano il carcere per motivi di lavoro. L’ultimo problema che è saltato fuori è il sovraffollamento, siccome la struttura era stata progettata per accogliere circa 400 detenuti e oggigiorno ce ne son circa 600.
Questo episodio è la prova di un Paese corrotto. Da una parte i politici che guadagnano milioni e spendono i soldi pubblici per andare a farsi le vacanze alle Hawaii, mentre dall’altra ci sono i poveri cittadini che devono pagare tasse altissime e ad ogni errore commesso, c’è lo Stato che se ne approfitta chiedendo altri soldi. Ma ormai non c’è nemmeno da stupirsi di episodi del genere. Oltre a fare un favore al Fisco, queste persone devono anche pagare l’affitto delle camere per dormire, che inoltre sono in condizioni pietose. Bisognerebbe vergognarsi di vivere in uno Stato come il nostro, dove guadagnano solo i calciatori e i politici che purtroppo non sono capaci di governare.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Vallanzasca, la sua verità dal carcere «Pantani doveva perdere quel Giro»

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Di Gabriele Nicosia
Pentito. Renato Vallanzasca ha confessato che l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia del 1999 era stata voluta dalla criminalità organizzata. Questa nuova verità è emersa grazie al fatto che in quei tempi il suo compagno di cella, la cui identità rimane ancora un mistero, gli aveva consigliato di scommettere sul vincitore del Giro di quell’anno, ma che di sicuro non sarebbe stato il pirata. Il metodo per escludere il ciclista dalla competizione era quello di aumentare il livello dell’ematocrito fino a 51,9, valore che implicherebbe l’assunzione di droghe. Vallanzasca non ha voluto fare il nome del colpevole ma ha detto che è presente in una lista di cinque nomi fatta dagli inquirenti, nei prossimi giorni verrà individuato il colpevole e interrogato, ci sarebbero delle altre persone da interrogare se la pista seguita dagli inquirenti fosse giusta, ovvero di interrogare lo staff medico che ha prelevato il sangue del ciclista.
Il caso di Pantani è vergognoso perché è stato fatto passare per un drogato per anni, in realtà è stato escluso per la scommessa di un criminale. Questa è la testimonianza che il mondo dello sport è sottoposto sempre a scandali di questo genere, un esempio è calciopoli nel 2006 o ancora qualche hanno fa, lo scandalo delle partite vendute da parte di alcuni calciatori.

22 ottobre 2014

CORRIERE: Le FS salgono Su pullman e metro

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di Corrado Mallia
Giudo Improta ha confermato le ipotesi che sono circolate la settimana scorsa, cioè che le Fs siano pronte a privatizzare Atac e Atm con l’obbiettivo di migliorare il trasporto nazionale, integrando il servizio urbano con quello ferroviario. Il piano di sviluppo delle ferrovie dello stato sembra essere sulla buona strada infatti è in corso anche un piano di 3 miliardi di euro per l’ammodernamento della flotta. Per i piani di sviluppo non ci dovrebbero essere impedimenti da parte del governo perché l’attuale premier Matteo Renzi aveva usato l’acquisizione delle aziende di trasporto fiorentine come un punto di vanto della sua amministrazione a Firenze.. Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha dichiarato di essere favorevole e aiutare l’acquisizione di Atac solo nel caso ci sia una condivisione di proprietà con altre aziende.
Era necessario un investimento su trasporti ferroviari sia urbani sia nazionali perché alcuni tratti ferroviari non sono adeguati ed hanno bisogno di un ammodernamento sia per il binari sia per i treni. Sono abbastanza fiducioso nelle Fs che possano migliorare il trasporto urbano di Milano che ormai è troppo scadente e i mezzi di superficie sono spesso in ritardo.

22 ottobre 2014

IL GIORNALE: Pisapia sfida Alfano

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Da Il Giornale 08/10/2014

IMG_0054di Grecia Gonzales

Le nozze (gay) non s’hanno da fare, dice Pisapia ad Alfano: «Io vado avanti». Alfano ha inviato una circolare ai prefetti per ordinare la cancellazione della registrazione delle nozze tra omosessuali. Egli afferma che in Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano per il semplice motivo che non è consentito dalla legge. Il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati afferma che Alfano sbaglia approccio quando cerca di impedire le trascrizioni dei matrimoni omosessuali. Sulla certezza che sia un atto contro la legge, poi, non ci siamo proprio. La trascrivibilità del matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero, infatti “si deve valutare alla luce dell’ordine pubblico internazionale”. Il Comune di Milano comincerà senza “alcun dubbio” a trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. L’ha rimarcato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia. Spiega infatti che il Parlamento deve legiferare sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, non sulla trascrizione delle unioni registrate all’estero. A governare con Alfano succede che mentre a Milano e in altre città i consiglieri Pd votano per fare trascrivere le nozze (gay) contratte all’estero, lui fa una circolare ai Preferiti perché vengano cancellate ed annullate di ufficio. Il primo a ribellarsi alla circolare di Alfano è stato il sindaco di Bologna, Virginio Merola che non obbedisce. A questa ribellione si sono uniti i comuni di Milano, Udine, Napoli, Grosseto e Empoli. Chieti obbedisce. Purtroppo gli uffici dell’Anagrafe rispondono al ministero dell’interno. Il modo più sicuro per il sindaco è trascrivere lui stesso gli atti, senza emanare ordinanze o decreti, nè imporre nulla agli ufficiali di Stato. L’ex ministra Mara Carfagna afferma che oggi ci sono i tempi e le condizioni perché la politica si dia da fare, lontana da pregiudizi e ideologie di parte per trovare soluzioni in grado di riconoscere tutele diritti e doveri a persone dello stesso sesso che abbiano deciso di condividere un percorso di vita. Inoltre ha aggiunto che fin quando la politica non avrà il coraggio e la responsabilità per farsi promotrice di una legge dello Stato sulle unioni civili sarà impossibile evitare che una circolare del ministro o, peggio, una sentenza della magistratura colmi un vuoto politico e normativo. L’iniziativa della Carfagna promette di rispettare le diverse sensibilità presenti in Forza Italia per arrivare a soluzioni che siano i più possibili condivise da tutti con l’obiettivo di elaborare un programma che permetterà al Paese di progredire in linea con le più avanzate democrazie liberali. Dall’altra parte i Vescovi affermano che il matrimonio è e resta un sacramento indissolubile ma le unioni di fatto devono essere considerate con rispetto perché possano presentare elementi di santificazione e di verità. Penso che la Chiesa dovrebbe essere vicina con comprensione, perdono e misericordia alle coppie in difficoltà.

Secondo me si deve lasciare la gente libera di decidere, tanto chi è contrario, lo rimarrà comunque, anche se c’è una legge! All’approvazione di questa, si creerebbero dei problemi aggiuntivi, come il voler adottare un bimbo, decisione che non condivido assolutamente. Penso che chi voglia condividere con una persona del suo stesso sesso sialibera di farlo ma voler poi pretendere dei diritti imprescindibili non mi sembra affatto accettabile. Va bene voler essere accettati come tali in una società come conviventi, compagni ma da lì ad allargarsi e pretendere altri diritti non mi sembra per niente corretto.

Di Grecia Gonzales

8 ottobre 2014

REPUBBLICA: La truffa dei divorziati italiani a Londra

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Commento di Ela Parrino

La legge italiana consente di divorziare soltanto dopo tre anni di separazione legale. Ma i cittadini italiani residenti all’estero hanno la facoltà di divorziare secondo le leggi del paese di residenza e poi trascrivere il divorzio in Italia: ciò significa che nel giro di un anno, o anche meno, si può divorziare, senza passare dal limbo dei tre anni di separazione. Finora, tuttavia, l’unica maniera di aggirare i tre anni di attesa era divorziare in un altro aese europeo, come ad esempio l’Inghilterra che offre un divorzio rapido, a patto di esservi residenti. Questo è il motivo della piccola truffa che ha permesso alle 180 coppie di italiani di divorziare in Inghilterra in base alle leggi anglosassoni e di arrivare all’obbiettivo con rito molto più veloce di quello in vigore in Italia. Su consiglio dei loro avvocati, i coniugi hanno semplicemente scritto un indirizzo fittizio sulla richiesta di divorzio. È andato tutto bene fino a quando un funzionario della contea di Burnley si è accorto che in due richieste di divorzio risultava lo stesso indirizzo. Quando è andato a controllare ha scoperto che non si trattava di una casa, ma di una casella postale. Andando più in fondo alla faccenda si è scoperto che in quella casella avevano trovato posto, si fa per dire, tutte le 180 coppie italiane che hanno divorziato a Burnley. «Date le dimensioni della casella postale, nemmeno una persona piuttosto magra avrebbe potuto risiedere lì dentro» ironizza il giudice. Se avessero avuto l’accortezza di scegliere 180 caselle postali diverse, magari la truffa sarebbe riuscita.

Per me quello che le 180 coppie hanno fatto è sbagliato, ma forse sono ingiuste anche le leggi riguardo al divorzio in Italia. Ma arrivare a mettere un indirizzo di una casella postale in Inghilterra mi sembra esagerato. Mi sembra esagerata anche la decisione del giudice Munby di far annullare tutti i divorzi ottenuti in tale maniera: ormai la truffa è stata fatta, l’importante è che non si ripeta nuovamente. Non c’era il bisogno di annullare il divorzio delle 180 coppie.

3 ottobre 2014

REPUBBLICA: Nelle strade della resistenza ombrelli, biscotti e paura “L’esercito ci ha circondati”

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Commento di Camilla Donati

“La rivoluzione degli ombrelli” in atto ad Hong Kong, un tempo colonia britannica e dal 1997 annessa allo stato cinese, è la rivolta contro il governo filo-cinese. Soprattutto gli studenti guidati in una manifestazione non violenta da giovani liceali diventano sempre più numerosi e con i loro ombrelli si difendono dagli spray urticanti che la polizia utilizza per disperderli.
In questo periodo di solito i cinesi del continente si recano ad Hong Kong per fare shopping e per festeggiare il 65esimo anniversario dalla fondazione della Repubblica di Mao, ma molto probabilmente non ci saranno i fuochi d’artificio nei festeggiamenti all’insegna del orgoglio nazionalista.
Il problema è che i cinesi di Pechino, a causa della censura, non sanno che ad Hong Kong è in atto una rivolta. I governanti fingono di rinunciare alla forza e si richiamano alla legge prospettando il crollo dell’economia cittadina. Il germe della democrazia si sta diffondendo nella popolazione anche se il regime accusa i giovani leader democratici di essere pagati dall’USA o comprati con la promessa di Master negli States.
Oggi come un quarto di secolo fa il rischio è che Pechino possa soffocare nel sangue la voglia di libertà dei suoi giovani come accadde nel 1989 in piazza Tienanmen.
Sono sempre i giovanissimi che un domani reggeranno l’economia del paese a lottare per i diritti umani e per la democrazia.

3 ottobre 2014

REPUBBLICA: Eni, lo scandalo delle accise truccate “evasione milionaria per creare fondi neri”

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Commento di Jacopo Corsaro

Roma, altre perquisizioni, altri indagati, altre accuse. Si riapre l’inchiesta per saperne di più sull’evasione fiscale di Eni della Procura di Roma. Facendo delle ricerche sui prodotti petroliferi, si è scoperto che il peso in uscita delle raffinerie viene registrato al ribasso in modo da pagare meno tasse. Come se il carburante trasportato fosse meno di quello che è. Facendo questo giochetto la società, nell’era Scaroni, si è guadagnata grandi cifre di denaro illecitamente. La domanda che si fanno gli inquirenti è “a che cosa servono questi soldi?” È necessario comprendere a chi sia destinato il denaro risparmiato illecitamente derivante dal mancato versamento per intero dell’accise dovuta, ben potendosi ritenere che venga impiegato in attività non lecite trattandosi di provento di reato. Quei milioni di milioni di euro andrebbero a depositarsi in un fondo in nero. Si pensa che questi soldi non siano stati spartiti nelle tasche degli indagati, anzi si crede che non fossero neanche al corrente di quello che stesse succedendo. Questo i Pubblici ministeri lo stanno ancora verificando. Per ora dal 2007 al 2012 sono stati evasi circa 2 milioni di euro in tre sedi (Napoli, Livorno e Gaeta).

Dunque evadere è sbagliato: lo sappiamo tutti. Ma sono quasi stati costretti poiché, al momento la tassazione globale è intorno al 75%, questo significa che rimane poco per investire e quindi creare ricchezza e occupazione.

3 ottobre 2014

Ancora un serial killer a Firenze?

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CROCIFISSA, SEVIZIATA E UCCISA, FIRENZE TEME IL MANIACO SERIALE    di Marco Gasperetti

La Stampa 06/05/14

 

Cosa abbiamo capito:

di Agostino Giardiello

La vittima, una povera prostituta tossico dipendente rumena, è stata violentata e torturata nella notte del 5 Maggio. L’autore del crimine è ignoto, ma sicuramente gli indizi portano a un cliente maniaco, forse lo stesso che ha colpito in altre circostanze, senza però provocare la morte delle sue vittime. È stata trovata nuda, inginocchiata, le braccia legate a una sbarra di ferro che impedisce il passaggio dei veicoli, da un soccorritore ciclista nell’ultimo tratto di via del Cimitero, ad Ugnano, piccola frazione periferica tra Firenze e Scandicci.

Un altro fatto simile è accaduto nel marzo dello scorso anno ad una prostituta italiana che aveva accettato di sottoporsi al macabro gioco del killer per qualche soldo in più. Lei però dopo essere stata violentata il killer lo ha visto in faccia e lo ha descritto come un cinquantenne, accento toscano, corporatura tarchiata, capelli radi.

I poliziotti e gli inquirenti sospettano però che gli assassini siano più di uno; l’uomo tuttavia era  un maniaco armato di bastone che ha usato per colpire la vittima. Quest’ultima ha cercato di liberarsi chiedendo ripetute volte aiuto senza successo. A dir la verità l’hanno sentita alcuni abitanti delle tre villette adiacenti del cavalcavia, intorno allee 23:30. Spero che almeno si ricordi questa vittima e che si abbia pietà in futuro per le donne, perché in alcuni casi vengono trattate come animali e questo è inconcepibile.

 

 

 

13 maggio 2014