Category Archives: La Stampa

Arrivano le Mipster

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Velo e tacchi a spillo con la Layla le Hipster indossano il hijab
Da La Stampa 06/05/14

Cosa abbiamo capito:

di Riccardo Getti

La giovane architetta Layla Shaikley di origine irachena sta progettando un robot dedicato all’edilizia scolastica e anche un video riguardanti le ragazze che amano studiare e che piace divertirsi uscendo con amiche. Sulle note di jay-z appaiono un migliaio di visualizzazioni e nel video Layla e appare vestita in modo sportivo con maglietta a righe e uno skateboard che rappresenta un simbolo di un movimento americano nato negli Usa. Le Mipsterz, cioè le ragazze che Layla ha aggiunto nel video vogliono raccontare la loro vita vissuta in occidente agli islamici. Layla ha anche un blog americano e tra i suoi follower su twitter c’è anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Infine Hair Nail una delle protagoniste al Daily Beast ha detto che loro ragazze mussulmane sono istruite di successo che sono in armonia con se stesse seguendo anche le tradizioni della propria religione.

Il progetto e il video di Layla l’ho trovato interessante anche perché racconta le esperienze che vivono i ragazzi e le ragazze di oggi ad esempio quella di stare in compagnia degli amici oppure le esperienze scolastiche fatte. Inoltre Layla e le Mipsterz hanno espresso anche le loro emozioni raccontando la loro vite personali e le loro culture che hanno poi condiviso con tutti sul blog.

 

11 maggio 2014

Telenovela Alitalia-Etihad

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ALITALIA-ETIHAD ALL’ULTIMA TRATTATIVA  diGianna Dragoni
Da La Stampa 06/05/14

di Andrea Cavazzoni
Cosa abbiamo capito:
Siamo giunti alla conclusione del capitolo Alitalia-Etihad: mancano solo i tasselli Unicredit e debiti, che stanno mettendo i bastoni tra le ruote alla società di Abu Dhabi.
Il fatto è che Unicredit vanta 140 milioni di crediti verso Alitalia, che Etihad, se entrasse a far parte della compagnia, non sarebbe disposta a versare, mentre i debiti sono circa un miliardo di euro, e non si è ancora trovata una soluzione concreta per ridurli; intanto le società italiane azioniste porteranno proposte condivise da tutte a Etihad attendendo una loro reazione.
La società araba intanto ha fatto due proposte alternative che sono o quella di formare una “new company” (dove pagherebbe 550 milioni per avere il 49 per cento) o quella di convertire in capitale i crediti delle società azioniste italiane nei confronti di Alitalia. Il governo, che è possessore del 20 per cento, teme che con la creazione di una “new company” succeda come nel 2008 dove si accollo i debiti.
Alla fine, dopo questo sali-scendi, si è solo capito che la partita non è ancora vicina a una soluzione concreta almeno fino alla prossima offerta. Stiamo giungendo all’ennesima cessione di un prestigioso marchio italiano che in questo caso riguarda i trasporti, il made in Italy sta diventando sempre più appetibile e chi vuole rilevarlo non si fa pregare, siccome l’Italia nelle condizioni in cui è. Dal tessile all’alimentare, ci stiamo scomponendo pezzo per pezzo vendendo i nostri ormai ex marchi a ogni continente, non si riesce ancora a capire se queste cessioni siano un male o un bene per il nostro paese. Continuando di questo passo del “made in Italy” ci rimarrà solo la scritta.

11 maggio 2014

La nostra sicurezza passa anche per le Filippine

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TRUPPE USA NELLE FILIPPINE CONTRO L’INCUBO DI AL QAEDA Paolo Mastrolilli

Da La stampa 29/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Corrado Mallia

Obama finisce il suo tour asiatico facendo tappa a Manila per trattare un accordo con Koko (ministro degli esteri filippino)per il ritorno delle truppe americane nel paese.

Il governo filippino è disposto ad accettare l’accordo perché avendo una crescita maggiore della Cina si sente minacciata da quest’ultima; inoltre il patto dovrebbe comprendere anche aiuti per far terminare la guerra civile in atto per il controllo delle basi petrolifere che ha già creato oltre 120.000.

Obama è determinato a chiudere le trattative nel minor tempo possibile e assicura che non vuole creare un contenimento alla Cina bensì ad Al Qaeda che ha preso il controllo di una zona delle Filippine(con l’ accordo Philippine Star Bobit Avila)con l’intento segreto di mussulmanizzare tutta l’area del pacifico.

Penso che gli americani stiano trattando un accordo molto importante per la sicurezza mondiale dal terrorismo perché annulla una posizione strategica molto importante di Al Qaeda.

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29 aprile 2014

Turisti? No, pellegrini

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Il Papa piace più del Colosseo con Francesco turismo boom Giacomo Galeazzi

Da La stampa 29/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Gabriele Nicosia

Il turismo religioso accresce grazie a Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), dopo l’elezione del Papa avvenuta nel marzo 2013 l’afflusso dei pellegrini sia dall’estero che dall’Italia verso Roma, un dato riportato dall’Isnart afferma che i pellegrini provenienti dall’estero costituiscono il 60% del turismo religioso: il 45,3% proviene dall’Europa e il 14,9% dai paesi extraeuropei. L’identikit del pellegrino rispecchia esattamente la sobrietà di Francesco, infatti i pellegrini affermano che la maggior parte di loro viene a Roma per il papa. In occasione della canonizzazione di Papa Giovanni XXIII (Papa Roncalli) e Papa Giovanni Paolo II (Papa Wojtyla), si ha avuto un afflusso di fedeli molto notevole infatti le stime parlano di un milione di fedeli solo nella giornata di domenica 27 aprile, alla fine di tutto questo si può capire che questo Papa è amato dalla gente. Secondo me l’afflusso di tutti questi fedeli solo per Papa Francesco è un chiaro segno che è un Papa come Giovanni Paolo II cioè un Papa che sa interagire con la gente parlando in modo chiaro e in questo modo fa riavvicinare la gente alla chiesa

29 aprile 2014

Fuori dalla crisi/1

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GIOVANI, DONNE E IMMIGRATI ECCO L’ITALIA STANCA DELLA CRISI di Giuseppe Bottero

Da la Satmpa 29/04/2014

di Lorenzo Radice

Cosa abbiamo capito:

Donne, giovani, immigrati: la benzina che metterà in moto la crescita va cercata lì, in quelli che il Censis definisce “soggetti vitali”. Sono queste tre categorie che spingono per uscire dall’austerity, dagli anni di risparmi forzati e, in qualche caso, dolorosi. La fotografia scattata dall’Istituto di ricerca socioeconomica mostra un paese che ha voglia di cambiare marcia. A partire dalla risposta al primo dei quesiti posti da chi ha condotto la ricerca: nel caso in futuro potessero contare su un aumento stabile del proprio reddito, cosa ne farebbero gli italiani? Il 38% aumenterebbe bisogni sociali in previdenza, sanità, formazione cioè sobrietà sì, ma ascetismo no. In questi anni di recessione, comunque, gli italiani non hanno smarrito la voglia di spendere: solo, lo hanno fatto in modo differente, cavalcando i nuovi modelli di consumo. Un dato su tutti: in sei milioni hanno acquistato almeno una volta oggetti che sono stati realizzati con materiali di recupero. E’ molto piacevole e rassicurante vedere, che nonostante un periodo difficile come questo, in Italia il numero delle imprese medio-piccole è in crescita, fenomeno dimostrato da alcuni studi e ricerche e inoltre il 38%, percentuale molto alta, dei cittadini italiani è pronta ad aumentare i propri consumi.

29 aprile 2014

Expo e Pedemontana/2

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PEDEMONTANA UN PROGETTO CON TROPPI CAFFÈ

Da Sole 24 Ore 01/04/2014

Cosa ne pensiamo:

di Andrea Cavazzoni

Ecco cosa succede quando si fa una cosa senza prima trovare gli accordi: questa volta è il caso della Pedemontana, la nuova autostrada che dovrebbe in vista dell’Expo diminuire il traffico in Lombardia. Un progetto che ancor prima di finire si è già fermato svariate volte: la colpa viene attribuita ai finanziatori del progetto che dopo aver iniziato non avevano e non hanno ancora trovato un accordo sui capitali da versare. Chissà cosa ne pensano i 3300 operai?

1 aprile 2014

L’aereo fantasma

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RANDE CACCIA ALL’AEREO SPARITO “DIROTTATO NELLA TERRA DEI TALEBANI”

Maurizio Molinaro

Dalla Stampa 18/03/14

Cosa abbiamo capito:

di Lorenzo Radice

Ventuno satelliti cinesi, le forze aeronavali dell’Australia, l’intelligence di quindici paesi, la task force parigina che ritrovò l’aereo dell’Air France nell’Atlantico del sud e il sistema di sorveglianza planetaria del Pentagono: l’imponenza della caccia al Boeing della Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo tradisce il timore che possa essere caduto nelle mani di un gruppo terrorista con un piano per usarlo. Le due capitali più impegnate nella ricerca del volo 370 sono Canberra e Pechino. Il premier australiano Tony Abbot ha informato il parlamento che le forze aeronavali guidano le ricerche nell’Oceano Indiano Meridionale grazie ai velivoli Orion. Ciò significa cercare il Boeing in una miriade di isole con particolare attenzione a quelle che dispongono di piste d’atterraggio. “Faremo il nostro dovere nei confronti delle famiglie delle 239 persone a bordo” promette Abbott. Sono fonti dell’aviazione australiana a far sapere a The Indipendent che “il Boeing dopo aver disattivato le comunicazioni è sceso a 1500 metri d’altezza, con l’intento di sfuggire ai radar come fanno i militari”. L’aereo ha attraversato “almeno tre nazioni” a bassa quota prima di atterrare “fra Afghanistan e Pakistan” ovvero nell’aerea dei Talebani. Una delle ipotesi è che il dirottamento abbia la firma dei separatisti Uiguri e dunque Pechino teme di essere l’obbiettivo del possibile attacco con un aereo-missile simile a quelli dell’11 settembre 2001. 

18 marzo 2014