Category Archives: ONU

IL FOGLIO: Cosi l’Algeria è diventata lo snodo cruciale per il jihad dell’Africa Pio Pompa

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di Corrado Mallia
L’Algeria sembra svolgere un ruolo fondamentale di aiuto allo stato islamico insieme alla Libia e tutto sarebbe confermato da una inchiesta pubblicata a Madrid il 18 novembre scorso e realizzata da tre giornalisti iberici che lavorano per l’Istituto reale spagnolo di studi internazionali.
Secondo quanto scritto nell’articolo, in Algeria ci sarebbero i campi di addestramento finale prima del trasferimento in Siria e in Iraq. Sarebbero stati scelti questi due paesi perché c’è una forte presenza di un altro gruppo terroristico, denominata Ansar Adawla al Islama, che detiene il controllo completo di alcune zone.
Gli estremisti islamici recluterebbero nuovi soldati sui network islamici mettendo in difficoltà paesi come il Marocco e la Tunisia che sono islamici moderati, cioè ripudiano l’Isis, non riescono a bloccare i reclutatori su questi siti.
Gli jihadisti, dopo aver terminato l’addestramento, rientrano nei loro paesi di provenienza ma la maggior parte si aggrega alle cellule terroristiche più attive della zona del Nord Africa e solo una piccola parte raggiunge la Siria e l’Iraq.
L’Isis dev’essere bloccato e annientato però perché questo accada c’è bisogno di un azione congiunta internazionale per bloccare innanzi tutto il reclutamento su internet bloccando i siti sospetti e poi colpire direttamente con dei bombardamenti, anche solo aerei, nei punti di maggior concentrazione. Più si aspetta più l’Isis si rafforza e si espande ma quando si apriranno gli occhi sarà troppo tardi e il prezzo da pagare sarà molto alto in termine di vite umane e bellico

26 novembre 2014

IL GIORNALE: Inutili i raid Usa, Kobane verso la resa

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Da Il Giornale 08 /10/2014
di Corrado Mallia

Kobain, la Stalingrado dei curdi, è ormai assediata dallo Stato Islamico che ne ha quasi conquistato tre quartieri, provocando 400 morti, ed ha issato la bandiere nera del califfato. La cosa più clamorosa è che le truppe turche, stanziate lungo il confine non hanno mosso un dito per aiutare li propri concittadini e infatti sono scoppiati degli incidenti nella capitale a favore degli aiuti militari in aiuto di Komane. Erdogan, primo ministro turco, commentando l’accaduto, ha sottolineato l’inutilità dei raid americani e che la Turchia non è neanche disposta a collaborare con le forze di terra già presenti.

La strategia del nuovo sultano appare chiara: lasciamo da soli i curdi e interveniamo solo per distruggere il califfato in collaborazione con gliamericani. Il primo passo sarebbe creare una no-fly zone a ridosso del confine turco per creare un cuscinetto dove far rifugiare i profughi e per poi far partire l’offensiva contro l’Isis.

Lo Stato Islamico avanza normalmente infatti i raid americani e alleati sono stati poco incisivi e troppo pochi infatti in paragone con l’invasione dell’Iraq i raid contro l’Isis sono stati meno della metà della metà. Inoltre si lavora in tutto il mondo per fermare l’arruolamento dello Stato Islamico che continua a fare propaganda su internet; anche in questi giorni sono stati bloccati alcuni giovani in viaggio verso la Siria.

GLi USA aveva annunciato i raid delle settimane scorse come se avessero vinto una terza guerra mondiale ma, invece, si sono dimostrati utili ben poco perchè l’Isis ha continuato ad avanzare come se niente fosse.

8 ottobre 2014

REPUBBLICA: Ebola, primo caso negli USA.

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Commento di Lorenzo Radice

E’ il primo caso di virus Ebola diagnosticato ad un paziente negli Stati Uniti. E cosi si materializza l’incubo di questa nuova malattia che comincia a viaggiare nel mondo, trasportato ovviamente da esseri umani, che si trasferiscono dall’Africa verso altri continenti. L’annuncio è stato dato ieri sera dal Centers for Disease Control, l’autorità sanitaria americana; il malato è un uomo che è approdato negli Stati Uniti dalla Liberia, in Africa occidentale. I sintomi sono arrivati però dopo diversi giorni che si trovava in Texas, quindi potrebbe avere contaminato altre persone; è infatti scattata la caccia a altri possibili contagiati. Il paziente è stato ricoverato allo Health Presbyterian Hospital a Dallas ed è stato sottoposto a un regime di quarantena rigorosa, in totale isolamento. Questa vicenda ha suscitato nuove apprensioni, in quanto un po’ di tempo fa erano stati contagiati due medici e una suora infermiera impegnati sul fronte della battaglia contro l’epidemia in Africa. La vicenda accaduta l’altro ieri però è totalmente diversa perché si tratta di un passeggero arrivato per conto proprio negli USA, trasportando con sé il virus e per questo motivo si aprono nuovi scenari. Stando agli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il virus Ebola, la cui apparizione risale al 1976, di colpo quest’anno ha superato le 3000 vittime. È un virus particolarmente letale: la percentuale dei morti sfiora la metà di coloro che sono stati contagiati (6500), sempre secondo l’Organizzazione, aumentando sempre di più. Essendosi manifestati i sintomi diversi giorni dopo, sarebbe opportuno sviluppare controlli a tutte le persone che l’uomo ha incontrato all’arrivo e aumentare le visite ai passeggeri che magari inconsci di essere contagiati diffondendo la malattia.

3 ottobre 2014

Il Rapporto PEN sulla situazione climatica/2

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EUROPA A RISCHIO IN UNA TERRA SEMPRE PIU’ CALDA Stefano Rizzato

Da La Stampa 01/04/2014

Cosa ne pensiamo:

di Giuseppe Virga

La temperatura si sta innalzando: questo dice il nuovo rapporto dell’ONU sul clima. Con il summit di Parigi 2015 si spera di trovare un accordo che possa diminuire le emissioni. La mia opinione è che invece di aspettare il summit del 2015, l’ONU dovrebbe programmare già da subito una riunione straordinaria per fronteggiare questo grave problema ambientale. Noi su questo pianeta siamo solo di passaggio, quindi è giusto che lo teniamo pulito per le generazioni future e quindi per i nostri figli.

1 aprile 2014

Il Rapporto PEN sulla situazione climatica/1

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Europa a rischio in una Terra sempre più calda Stefano Rizzato

Da La Stampa 01/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Agostino Giardiello

Ci potrebbe essere un allarme riguardo l’innalzamento della temperatura. Lo riporta il rapporto PEN, si saprà probabilmente intorno al 2015 a Parigi. I gas serra, il consumo di suolo e lo sperpero di risorse hanno portato e porteranno ulteriormente a effetti come l’innalzamento della temperatura. Indipendente da cosa i governi decideranno di fare, la temperatura da qui al 2040 si alzerà ulteriormente.

Ora però c’è un obbiettivo più contingente e urgente: adattarsi ai cambiamenti e prevenire i disastri. E’ necessario lavorare sul rischio idrogeologico, proteggere il territorio dalle piene e dall’erosione del suolo. L’adattamento da solo non basta per evitare che il riscaldamento globale negli ultimi anni, vada oltre i due gradi ed è fondamentale contenere i costi delle politiche di adattamento.

A patire le conseguenze dell’innalzamento della temperatura saranno soprattutto i poveri e gli immigrati – spiega il rapporto.

1 aprile 2014