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Il SOLE 24ORE: JOBS ACT, PRIMO SI’ AL NUOVO ARTICOLO 18  Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

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di Lorenzo Radice

Esclusa dai licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione nel posto di lavoro, sostituita da un indennizzo economico con l’anzianità di servizio. Il reintegro resta per i licenziamenti nulli e discriminatori e per altre forme di questo tipo, con l’acquisizione di termini certi per l’impugnarezione idel licenziamento. Lo prevede l’emendamento al Ddl delega Jobs act riformulato dal governo e approvato ieri sera dalla Commissione Lavoro alla Camera, che modifica la disciplina dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, riformato nel 2012 dalla legge 92, per i nuovi contratti  a tempo indeterminato a tutele crescenti che debutteranno all’inizio del 2015. Mentre i gruppi di opposizione in serata hanno abbandonato i lavori per protesta, dopo aver votato contro l’emendamento sull’articolo 18. Quella votata è solo la cornice entro la quale declinare le modifiche sulla disciplina dei licenziamenti che arriveranno con il decreto delegato sui contratti a tutele crescenti, il quale, essendo quasi pronto, sarà operativo a inizio gennaio per consentire alle imprese di beneficiare della contribuzione prevista dalla legge di stabilità. Tra gli altri emendamenti emergono altre due riformulazioni del governo: con la prima si conferma il superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, mentre con il secondo si interviene sui tempi per fare entrare in vigore all’istante le nuove norme contenute nella delega lavoro. La commissione si prevede che concluderà il voto degli emendamenti entro domani, mentre venerdì il testo del Ddl delega arriverà in Aula per essere licenziato entro mercoledì 26 novembre, come stabilito dalla stessa Camera. Presentato l’emendamento che circoscrive agli impianti e agli strumenti di lavoro l’attività di controllo! Tutti i politici in carica dichiarano animatamente di impegnarsi per risollevare questo paese, ma dopo l’uscita di questo emendamento, molti lavoratori anziché sentirsi incentivati nel loro mestiere si sentono del tutto scoraggiati, esponendosi a un facile licenziamento.

Togliere questo articolo non solo nega il diritto di assicurarsi un lavoro a tempo indeterminato, come giusto che sia, inoltre afferma che i Cco.co.co. si esauriranno, le Cigs non possono chiudere definitivamente e come se non bastasse sono stati aggiunti limiti alla reintegra.

19 novembre 2014

IL SOLE 24 0RE: TITOLO IL BOOM DI VENDITE JEEP VOLANO PER FIAT-CHRYSLER Filomena Greco

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Il SOle 24ore/ Il boom di vendite Jeep volano per Fiat-Chrysler

COMMENTO di Ela Parrino

Le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4%, un risultato migliore del mercato per la seconda volta a partire dal luglio scorso. Questo dato è stato favorito in particolare dalla crescita delle vendite delle Jeep, il cui costo è aumentato del 74% nell’arco di un anno e arrivando a 4300 il mese scorso. Segno che il Gruppo comincia a raccogliere i frutti di una nuova strategia che ha visto quest’anno entrare in produzione due nuovi modelli, Jeep Renegade e 500X, che entreranno nei concessionari a partire da gennaio 2015. L’anno prossimo dovrà invece contare sulla Giulia e il Suv Levante a marchio Maserati. Il “pilotino” della Giulia inizierà la sua produzione tra marzo e aprile e dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce la Giulietta, mentre entro fine 2015 dovrebbe essere pronto il Suv Levante destinato a Mirafiori, dove viene prodotta l’Alfa Mito. In linea generale il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo.

È stato un passo importante per la nostra casa automobilistica, la Fiat, aggregarsi con una casa americana, Chrysler, perché da come possiamo notare i profitti sono aumentati sensibilmente, e ciò contribuisce all’arricchimento del nostro paese. Inoltre, possiamo dire che questa unione ha aperto la Fiat a un commercio internazionale, aumentando il numero di vendite.

 

COMMENTO di Aaron Paul Cruz

Troppo presto per parlare di tendenze. Ma quel che è certo è che le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4 %, un risultato migliore del mercato per la seconda volta nell’arco di pochi mesi. Sono dunque le vendite delle vetture Jeep, Renegade, Cherokee e Grand Cherokee che incidono sulla media complessiva. Tra marzo e aprile dovrebbe essere pronto il pilotino della Giulia, la cui produzione dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce Giulietta. Gli stabilimenti italiani, Mirafiori e Cassino in testa, scommettono però su un secondo nuovo modello già nel 2016, mentre Melfi andrà a regime, nei prossimi mesi, con una produzione. In linea generale, il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo. L’obiettivo è quello di portare la produzione di vetture a marchio Alfa dalle 74mila del 2013 alle 400mila del 2018, con la Giulia, che potrebbe andare in produzione già l’anno prossimo, e sette tra nuovi modelli e restyling entro il 2018. La strategia annunciata dal Lingotto nel mese di maggio prende dunque forma, con una serie di variabili ancora da definire nei prossimi mesi. Invece nel punto di vista industriale restano ancora un’incognita i progetti di due nuove vetture, nel segmento B e C. Le auto che prenderanno il posto di Punto e Bravo e la Pandona.

 

 

19 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: I mestieri che mancano al nuovo manifatturiero di Luca Orlando

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di Camilla Donati
Il tasso di disoccupazione giovanile è ormai arrivato al 42,9% eppure il lavoro non manca. In Italia è nell’area tecnica che si manifesta in modo evidente la distanza tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto tra i percorsi formativi delle scuole scelte dai giovani e l’offerta concreta di posizioni aziendali. Per gli ingegneri elettrotecnici le difficoltà di reperimento sono drammatiche legate a squilibri nei percorsi di scelta, ciò risulta in Italia legato non solo alla costruzione di percorsi formativi ma anche alle scelte di orientamento. Sin dalle scuole medie inferiori bisognerebbe dare indicazioni oggettive rispetto ai dati di mercato e fornire un orientamento di tipo formativo così come a metà del percorso delle superiori sarebbe utile fornire indicazioni sugli sbocchi possibili o sulla formazione di più alto livello. Nei Politecnici di Torino e Milano, considerati i punti di eccellenza nella formazione nazionale, il numeroIl SOle 24ore/ I Mestieri che mancano al manifatturiero di ingegneri inoccupati a cinque anni dalla laurea rappresenta appena il 6 % del totale. Alla scarsità dell’offerta di competenze si aggiungono anche difficoltà nel corrispondere una remunerazione adeguata. In Italia le professionalità sono sottopagate e sono gli stessi docenti che spingono i laureati più intraprendenti a puntare su una carriera all’estero. Alcune aziende hanno pertanto deciso di finanziare direttamente la formazione del personale necessario quali? l’articolo le cita?. È necessario mettere ‘intelligenza’ all’interno dei processi produttivi. In alcuni settori quali? tuttavia si fatica a trovare interesse da parte delle nuove generazioni. Le nuove generazioni dovrebbero pertanto indirizzare le proprie scelte verso la formazione nei settori in cui esiste la possibilità di un lavoro futuro e in questo dovrebbero essere aiutati dai docenti stessi fin dalle scuole dell’obbligo. È necessario incanalare le proprie potenzialità verso quelle professioni e settori che a lungo termine offrono una possibilità di impiego lavorativo.

19 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: Autosufficienti grazie al LED

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Il SOle 24ore/ Il LED vince per durata e qualità

Autosufficienti grazie sole Dario Aquaro

Da Il Sole 24 Ore  19/11/2014

Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga

Sconto sulle bollette grazie al sole. La nostra stella è una fonte di energia illimitata che può anche aiutarci a risparmiare qualcosa sulle bollette, grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, infatti si può produrre energia autonomamente. L’energia prodotta non può essere consumata ma, grazie al sistema dello scambio sul posto, la si può vendere all’Enel che “sconterà” le prossime bollette successive. La convenienza di questo investimento dipende dall’autoconsumo e delle abitudini dell’utente e quindi bisogna tener conto di questi fattori prima di installare i pannelli. Le simulazioni del Solar Report Energy 2014 dicono che con un autoconsumo annuo del fabbisogno annuo totale del 30%, detrazione Irpef al 50%  e scambio sul posto, l’investimento si ripaga in 9 anni per il Nord e 8 per il Sud;, però servirebbe però  una produzione annua tra i 1100 kWh al Nord e 1200 kWh al Sud. Per chiunque volesse, in alternativa si possono installare pannelli solari termici per produrre acqua calda sanitaria. Utilizzare energia pulita fa bene al pianeta e adesso fa bene anche al portafoglio. Il fatto che adesso si guadagna anche facendo il bene per l’ambiente, cioè passare alle energie rinnovabili pulite piuttosto che usare i combustibili fossili, fa sperare che in un futuro più verde per l’umanità. Sicuramente il fatto che si può risparmiare sulle bollette mettendo dei pannelli solari sul tetto, convincerà anche i meno ecologici a fare qualcosa per l’ambiente facendogli avere anche un tornaconto personale.

 

19 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: Imu e terreni, arriva la stangata di Gianni Trovati

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Il Sole 2 ore/IMU

di Gabriele Nicosia

Imu, ora pagano tutti. Di tutti gli 8092 comuni presenti in Italia fino ad ora solo 3912 pagavano l’Imu sui terreni, ma adesso qualcosa sta cambiando, ovvero solo 1578 non pagheranno l’Imu mentre per chi abita in comuni che sono compresi tra i 281 e i 600 metri di altitudine saranno esentati dal pagare l’Imu solo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. Questo decreto è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma bisogna sbrigarsi poiché il pagamento dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre e se il decreto non verrà pubblicato oltre 350 milioni di euro non verranno versati nelle casse dello stato che al momento ne ha bisogno. Verranno inserite nel pagamento anche città che sono etichettate dall’Istat come “città montane” come ad esempio Roma, Palermo, Messina e Trieste che forse forse cosi montane non erano cosi montane.

Questo decreto fa vedere la luce infondo al tunnel della crisi, far pagare l’Imu a quasi tutta la popolazione è una  cosa giusta, ma per fare tutto bene bisognerebbe farla pagare a tutti senza eccezioni per chi abita sopra i 600 metri o per qualsiasi altro motivo, il problema è che i politici non devono perdere cosi tanto tempo per fare anche solo un decreto visto che se questo non dovesse essere scritto nella Gazzetta Ufficiale ci costerebbe 350 milioni di euro solo per pigrizia.

19 novembre 2014

Carta o tablet?

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Il Sole rafforza il primato digitale crescendo del 4,3% in febbraio Andrea Biondi

Da Il Sole 24 Ore 08/04/2014

di Gabriele Nicosia

Cattive notizie per l’editoria, i giornali cartacei perdono svariati punti nelle principali borse europee, ma allo stesso tempo i giornali in versione digitale hanno un incremento come Il Sole 24 che ha incrementato il proprio valore azionario del 115% oppure il 95% di Class Editori. Il passaggio dalla versione cartacea alla versione digitale è un problema più che riguarda sempre più giornali, il motivo è che ormai con la diffusione di tablet e smartphone che permettono direttamente la lettura di un quotidiano. Le persone non hanno interesse a comprare un giornale in carta pagando di più rispetto a quello elettronico. Anche se la versione digitale è diffusa, il vecchio giornale di carta vende ancora in quantità molto numerose come Il Sole 24 Ore con 165090 di copie. Secondo me è vero che le case editoriali dovrebbero tenersi al passo con i tempi ma è anche vero che il piacere di avere di il giornale di carta in mano è totalmente diverso.

8 aprile 2014

L’Italia rinasce a Londra

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LA CITY “RISCOPRE” L’ITALIA Nicol Degli Innocenti

Da Sole 24 ore 08/04 /2014

Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga

Gli investitori stranieri puntano di nuovo sull’Italia infatti, grazie alle riforme del governo il nostro paese sta riavendo fiducia dagli altri paesi. L’ambasciatore Pasquale Terracciano afferma che il loro obbiettivo, grazie l’incontro che c’è stato ieri a Londra, è stato quello di convincere i “Paperoni” stranieri che ci sono delle ragioni tattiche per investire nell’Italia; si è anche parlato delle nuove riforme in atto che dovrebbero per cercare di invogliarli ancora di più. Andrea Valeri di Blackstone, gruppo che recentemente ha investito più di un miliardo di euro in Italia, dice che il mercato americano è ottimista per quanto riguarda l’Italia e che è attratto dalle possibilità di crescita di imprese con il bisogno di un capitale. Federico Aliboni, della Bank of America Merrill Lynch, ha dichiarato che “Quella italiana è una bella storia che merita di essere raccontata bene”.

Finalmente qualcuno torna a credere nell’Italia e anche se è strano dirlo, soprattutto in questi tempi agitati, bisogna ringraziare il governo. Grazie alle nuove riforme gli investitori tornano a credere nel nostro paese. Questa notizia poterebbe cambiare la situazione delle imprese, potrebbe evitarne la chiusura e fermare i licenziamenti, le possibilità sono infinite e bisogna sperare che questo denaro possa farci vedere una luce di speranza nel buio della crisi.

8 aprile 2014

Cos’è il Quantitative Easing?

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FRANCOFORTE RESTA POCO INCLINE ALL’USO DI ARMI NON COVENZIONALI Walter Riolfi

Da Il Sole 24 Ore 08/04/2014

di Ela Parrino

Si parla molto di quantitative easing, ma forse alcuni non avranno ben capito di cosa si tratta. Con questo termine si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e il suo inserimento nel sistema finanziario ed economico. In caso di ricorso ad alleggerimento quantitativo, la banca centrale acquista attività finanziarie dalle banche del sistema (azioni o titoli, anche tossici), con effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime. Ora ci chiediamo: la BCE (Banca Centrale Europea) riuscirà finalmente a partorire ilquantitativeeasing? L’ipotesi è assai probabile. A gennaio questa opzione non era neanche stata toccata ma già alcuni operatori ritenevano certo il fatto che prima o poi sarebbero ricorsi all’uso del Qe. Tanti di loro agitano lo spettro della deflazione, ma in verità se la augurano per continuare a comprare titoli del credito, titoli dello stato e titoli azionari. Ma tanti altri paiono dotati di realismo. Infatti si è capito ieri, quando il cambio euro/dollaro è aumentato; se l’inflazione di aprile o maggio dovesse scendere ancora dello 0,5% rispetto al mese scorso, probabilmente sarà compito della BCE intervenire per calmare l’euro, possibile fattore di deflazione. Ma, viene anche aggiunto che se proprio dovessimo vedere una sorta di Qe, sarà per l’eventuale mancata di sterilizzazione dei 172,5 miliardi del vecchio programma Smp (Securities Markets Programme), attivato nel 2010 per l’acquisto sul mercato secondario dei bond dei Paesi più colpiti dalla crisi finanziaria e i cui rendimenti erano diventati troppo onerosi. L’obiettivo del programma era ristabilire appropriati meccanismi di trasmissione della politica monetaria, per arrivare a una stabilità dei prezzi nel medio periodo. Io penso, da studentessa, che sarebbe utile che la BCE riuscisse ad attuare questa misura, perché potrebbe in qualche maniera aiutare le banche e avere effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime.

8 aprile 2014

L’Esportazione della Brugola/1

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PER LA PRODUZIONE INDUSTRIALE RISALITA A MARZO di Andrea Biondi

Da Il Sole 24 Ore 01/04/2014

 

Cosa abbiamo capito:

di Ela Parrino

L’azienda che è al primo posto mondiale per la produzione e la vendita di brugole ha subito una crisi e un calo delle vendite del 23,5% rispetto all’aprile 2008. Il CsC (Centro Studi Confindustria) sta svolgendo un indagine sulla produzione industriale a marzo e ha regalato un sorriso all’azienda registrando un aumento dello 0,5% rispetto a febbraio. Questa è stata una buona notizia dato che a febbraio era stata stimata una flessione dello 0,3%. Guardando invece ai prossimi mesi, scrive il CsC, le informazioni disponibili anticipano il proseguire della fase di lento recupero  dell’attività pure nel secondo trimestre di quest’anno grazie all’aumento della domanda interna. L’indagine Istat (Istituto Nazionale Statistica) presso le aziende manifatturiere segnala infatti in marzo un miglioramento dei giudizi sugli ordini totali .

 

2 aprile 2014

L’Esportazione della Brugola/2

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BRUGOLA ACCELERA SUL MICHIGAN di Luca Orlando

Da Sole 24 ore 01/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Lorenzo Radice

Giannantonio Brugola sta parlando con il giornalista di Rick Snyder, governatore del Michigan, dove sta per aprire una filile. Il tema della discussione è proprio questo, un viaggio in Italia e Germania della delegazione Usa per incontrare aziende del settore automotive rinsaldando i contatti con chi è già presente (Fiat, Brembo) e provando a convincere chi non ancora non c’è ad aprire i battenti oltreatlantico. La prima tappa di Snyder non è a caso Lissone, sede di Oeb (Officine Egidio Brugola), leader mondiale nelle viti hi-tech per testata motore, seriamente intenzionata ad aprire un nuovo impianto produttivo in Michigan entro il 2015 come già fatto dai giapponesi anni fa, anche se prima di un passo del genere aspetta il risultato dell’andamento dei prossimi mesi.

1 aprile 2014