Category Archives: Sport

REPUBBLICA: Il salto del mistero giù dal grattacielo poi i basejumper scappano nel buio Massimo Pisa

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È il punto d’osservazione più alto della città coi suoi 207m d’altezza, di sera quando il cantiere chiude e la vita intono alla fiera si spegne, pare che sia uno dei più accessibili. Devono averlo capito i tre paracadutisti che mercoledì sera hanno oltrepassato le recinzioni e scalato gli oltre cinquanta piani del “dritto”. E poi giù. Prima il capo squadra, poi gli altri due, con l’attrezzatura da parapendio che viene giù come soufflè in via Senofonte. Infine la fuga, prima che arrivasse la volante, mandata da un 41enne che si è accorto della surreale scena dai movimenti del primo base jumper, già atterrato e impegnato a ripiegare il paracadute e poi ha girato lo sguardo insù e ha visto l’arrivo degli altri due. Questa trasgressione è non è la prima volta che viene fatta in questo grattacielo dato che i lancio dal “diritto” ne sarebbe stato effettuato un altro, e di recente. E che altre volte coppie di fidanzati avrebbero scavalcato e compiuto la stessa arrampicata, solo per il gusto di farsi un selfie notturno con il presepe milanese sullo sfondo. Questi ragazzi sono imprendibili e per coronare questa disfatta le telecamere del grattacielo non hanno riscontrato alcuna prova sostanziale. Quindi adesso le indagini andranno avanti, ma anche se si dovessero trovare i colpevoli essi saranno denunciati semplicemente per lancio di oggetti pericolosi, denuncia che si risolverebbe con molto poco. Queste avventure sono condannate dalla polizia ma acclamate dalla maggiorparte della comunità, questo è quello che fa continuare questi atti molto pericolosi. Ma fino a quando non si aumenteranno le telecamere nella città e le pattuglie notturne i base jumper continueranno ad essere i batman di Milano.

14 febbraio 2015

CORRIERE: Vallanzasca, la sua verità dal carcere «Pantani doveva perdere quel Giro»

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Di Gabriele Nicosia
Pentito. Renato Vallanzasca ha confessato che l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia del 1999 era stata voluta dalla criminalità organizzata. Questa nuova verità è emersa grazie al fatto che in quei tempi il suo compagno di cella, la cui identità rimane ancora un mistero, gli aveva consigliato di scommettere sul vincitore del Giro di quell’anno, ma che di sicuro non sarebbe stato il pirata. Il metodo per escludere il ciclista dalla competizione era quello di aumentare il livello dell’ematocrito fino a 51,9, valore che implicherebbe l’assunzione di droghe. Vallanzasca non ha voluto fare il nome del colpevole ma ha detto che è presente in una lista di cinque nomi fatta dagli inquirenti, nei prossimi giorni verrà individuato il colpevole e interrogato, ci sarebbero delle altre persone da interrogare se la pista seguita dagli inquirenti fosse giusta, ovvero di interrogare lo staff medico che ha prelevato il sangue del ciclista.
Il caso di Pantani è vergognoso perché è stato fatto passare per un drogato per anni, in realtà è stato escluso per la scommessa di un criminale. Questa è la testimonianza che il mondo dello sport è sottoposto sempre a scandali di questo genere, un esempio è calciopoli nel 2006 o ancora qualche hanno fa, lo scandalo delle partite vendute da parte di alcuni calciatori.

22 ottobre 2014

Nairo e Rigo, quei rivali uniti dal passato Paolo Tomaselli

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Dal Corriere Della Sera 20/05/2014

Cosa abbiamo capito:

di Gabriele Nicosia

Dalle Ande a Montecarlo, questa è la storia di Nairo Quintana e Rigoberto Uran che sono cresciuti nelle strade della Colombia tra taxi notturni e sparatorie e adesso si sono trasferiti a vivere a Montecarlo. Queste sono due storie molto belle di due atleti che dal condizioni di vita disagiate sono arrivati a correre nel Giro d’Italia. Ora Uran si trova secondo dietro l’australiano Evans invece Quintana si trova nono nella classifica generale. Le vite dei due atleti non sono state facili; Infatti al “capellone” Rigo a 12 anni è venuto a mancare il padre rimasto ucciso in una sparatoria tra narcotrafficanti, da allora Rigo ha dovuto vendere biglietti della lotteria agli angoli delle strade ma quando ha iniziato a vincere delle gare è partito ed è venuto in Italia dove venne adottato da una famiglia di Brescia, mentre Nairo è più giovane di tre anni ma sembra più vecchio perché da piccolo ha sofferto di una malattia chiamata “il male del morto” che nella credenza popolare colombiana si pensa che venga alle donne incinte che stanno vicino ai morti. E adesso si aspetta che corrano le prossime tappe del giro sperando che uno dei due vinca. Secondo me è una storia molto bella di come due ragazzi cresciuti per strada che grazie alla voglia di gareggiare in bicicletta siano riusciti a realizzare i propri sogni nonostante le molte difficoltà economiche; addirittura nel caso di Rigo senza il sostegno del padre. 

20 maggio 2014