Category Archives: Tech

LA REPUBBLICA: ”Ricerca, mappe e mail l’unico rimedio è separarle” Di Anais Ginori

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Di Grecia Gonzales

«Google rappresenta l’85% del mercato dei motori di ricerca in Europa, addirittura più che negli Stati Uniti.» Per gli americani i manager del motore di ricerca sono i profeti del successo ma per la Ue, Francia e Germania cosi non è poiché temono di diventare una colonia digitale. Come era stato preannunciato nei giorni scorsi, oggi il Parlamento europeo ha votato una mozione con la quale invita la Commissione Europea – cioè l’organo esecutivo dell’Unione il suo “governo”,– a valutare soluzioni per costringere Google a separare le attività del suo motore di ricerca da quelle degli altri suoi servizi, creando se necessario due aziende distinte in Europa. La risoluzione non fa riferimento in modo esplicito a Google ma il testo parla comunque della necessità di separare i motori di ricerca dagli altri servizi, soprattutto se si trovano in una posizione dominante: Google in Europa ha il 90% del mercato delle ricerche online. Il Parlamento ha approvato la risoluzione con 384 voti a favore e 174 contrari, mentre altri 56 europarlamentari si sono astenuti. La votazione serve come proposta di indirizzo sulla linea che potrà tenere nei prossimi mesi la Commissione. I suoi commissari si sono insediati da poche settimane e hanno ereditato dalla Commissione precedente la questione ancora irrisolta della predominanza di Google nel mercato europeo, dove non ha praticamente concorrenti. La società statunitense è coinvolta in una serie di verifiche da parte dell’Autorità per la concorrenza in Europa: l’antitrust sostiene che Google utilizzi il suo motore di ricerca per promuovere molti altri suoi servizi, da quelli per fare pubblicità online a quelli per fare acquisti, fino alle applicazioni per la produttività. In questo modo servizi concorrenti hanno minori possibilità di farsi conoscere e non hanno mezzi comparabili a quelli di Google per avere visibilità. La Commissione Europea ha il potere per imporre a una azienda di separare alcune delle proprie attività, ma una decisione di questo tipo non è stata mai assunta. Il Parlamento invece non ha questo tipo di potere e può solo fare pressioni sulla Commissione invitandola a seguire un simile indirizzo, e anche in questo caso non era mai avvenuto prima che ci fosse una risoluzione simile. Dopo il suo insediamento la nuova Commissione si è presa del tempo sospendendo le verifiche su Google in modo da permettere al nuovo commissario della concorrenza, Margareth Vestager, di fare il punto sulla situazione. Il suo predecessore, Joaquin Alumina, aveva espresso in più occasioni la sua contrarietà a una richiesta di rendere il motore di ricerca una società separata di Google in Europa, e aveva anche sostenuto che la Commissione non avesse i poteri necessari per farlo. Aveva anche provato a raggiungere un accordo con Google, ma il suo mandato è scaduto senza che fossero ottenuti progressi rilevanti. La nuova Commissione appare per ora piuttosto divisa su cosa fare con Google. Il commissario Günter Oettinger, responsabile per economia e società digitali, ha detto di essere contrario a un provvedimento che obblighi Google a separare parte delle proprie attività. La questione non è però di sua diretta competenza e dipende più che altro da Vestager. Il commissario per il mercato unico digitale, Andrus Ansip, ha il compito di coordinare le attività della Commissione su questo punto e la risoluzione di oggi riguarda direttamente la sua area di competenza, perché fa esplicito riferimento a un piano piuttosto ambizioso dell’Unione Europea per creare un ambiente europeo unico nel quale le aziende europee, soprattutto di telecomunicazioni possano farsi concorrenza con minori vincoli geografici. Sull’iniziativa parlamentare nei giorni scorsi ci sono state diverse polemiche, sia legate alla proposta in sé sia su chi l’ha promossa. Il New York Times, per esempio, ha ricordato che l’europarlamentare tedesco del PPE Andreas Schwab, primo proponente della separazione di Google, aveva in passato fatto consulenze per uno studio legale della Germania che ha una controllata coinvolta in un’iniziativa avviata da alcuni editori europei per chiedere alla Commissione di proseguire con le verifiche antitrust contro Google. “Dobbiamo subito obbligare Google a scorporare le diverse attività di raccolta dati nelle sue varie diramazioni, dal motore di ricerca a Gmail, da Google Map a Google+. Decidere di vietare al gruppo americano di mischiare le sue fonti di raccolta dati è un primo passo contro l’abuso di posizione dominante” afferma il filosofo Frédéric Martel. In Europa ci sono 500 milioni di consumatori, siamo il primo mercato digitale del mondo. Noi siamo proprio dei nani. Siamo forti nei contenuti culturali, nello sviluppo dello streaming, da Spotify a Deezer, nelle applicazioni. Quel che manca alle nostre imprese sono i finanziamenti, una politica industriale dei governi. Meetic, Skype e Nokia sono stati ricomprati dagli americani, Price Minister e SuperCell dal Giappone motivo per cui l’Europa non è mai riuscita a imporsi. L’Europa si sente colonizzata, l’America è la colonizzatrice. Il potere monopolistico di Google è effettivamente più accentuato sul mercato europeo. Il motore di ricerca creato da Larry Page e Sergey Brin ha quasi il 90% di quota di mercato. I Padroni della Rete sono tutti americani chiamati Les Gafas dai Francesi che hanno coniato l’acronimo dalle iniziali di Google, Apple, Facebook e Amazon.
di Grecia Gonzales

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3 dicembre 2014

LA REPUBBLICA: “I COMPUTER PRENDERANNO IL POTERE A RISCHIO L’INTERA RAZZA UMANA” di Enrico Franceschini

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di Ela Parrino

Cosa abbiamo capito:

Stephen Hawking è un astrofisico di fama mondiale grazie alle sue teorie sui buchi neri e sull’origine dell’universo. Se non è l’uomo più intelligente della Terra, poco ci manca visto che da piccolo gli è stato attribuito lo stesso quoziente intellettivo di Einstein. La tecnologia sta lavorando molto con lui per migliorare il suo modo di comunicare a causa della malattia che lo ha colpito quando studiava all’università: la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Quasi interamente paralizzato e costretto a una sedia a rotelle, Hawking parla e scrive grazie a un sensore sulle guance, con cui seleziona i caratteri sullo schermo di un computer; per parlare invece, c’è un sintetizzatore che trasforma in voce le frasi da lui digitate. Intel ha ideato un nuovo sistema che permette allo scienziato di poter operare dieci volte più rapidamente sul computer. «Posso scrivere più rapidamente e parlare più facilmente, un miglioramento che mi cambia la vita. L’intelligenza artificiale finirà per svilupparsi da sola e crescere a un ritmo sempre maggiore. Gli esseri umani non potranno competere con le macchine e un giorno verranno soppiantati. I computer raddoppiano velocità e memoria ogni 18 mesi. Il rischio è di essere soppiantati». Stephen è anche allarmato dall’uso di Internet, perchè ultimamente sta interferendo molto sulla vita delle persone, e ha paura che il progresso tecnologico potrerà a violare la libertà personale, trasformando lo stato in un Grande Fratello. L’unica cosa di cui non vuole miglioramenti tecnologici è la sua voce, generata da un computer. «Ammetto di parlare come un robot ma è diventato il mio marchio di fabbrica e non lo cambierei per una voce più naturale».
Fin da piccola sono rimasta affascinata dall’universo, perchè è sempre stato qualcosa di misterioso. Grazie a quest’uomo, probabilmente il più intelligente della Terra, si è riuscito a dare delle risposte ad alcuni misteri. Hawking è un uomo molto forte, un caso raro, perchè deve essere difficile vivere su una sedia a rotelle e una voce metallica. Ma nonostante questo lui è sempre andato avanti per la sua strada continuando a studiare l’universo e i suoi misteri.

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3 dicembre 2014

IL FOGLIO: Luci spente a Berlino

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di Camilla Donati
In Germania lo spot ambientalista a sfondo osè, ha suscitato molte polemiche sul web e conferma la nuova fobia che allinea Berlino ad altri paesi in merito alla penuria energetica. La strategia con cui la Germania cerca di affermarsi per quanto riguarda l’energia rinnovabile è stata un disastro sia sotto profilo economico sia ecologico in quanto le emissioni di CO2 sono tornate a salire con il consumo di carbone. Il Ministro dell’economia si augura che la compagnia di stato svedese non abbandoni le miniere e le centrali elettriche a carbone nel nord-est della Germania. Ciò potrebbe causare serie conseguenze per l’approvvigionamento energetico del paese. Intanto meglio spegnere la luce e augurarsi che la Cancelleria non ripensi al nucleare. Le fonti non rinnovabili derivanti dai fossili come il petrolio si esauriranno e soprattutto i paesi che non ne producono dovranno, per quanto riguarda l’energia, cercare delle fonti alternative non sempre economicamente vantaggiose.

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27 novembre 2014

IL SOLE 24 ORE: Autosufficienti grazie al LED

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Il SOle 24ore/ Il LED vince per durata e qualità

Autosufficienti grazie sole Dario Aquaro

Da Il Sole 24 Ore  19/11/2014

Cosa abbiamo capito:

di Giuseppe Virga

Sconto sulle bollette grazie al sole. La nostra stella è una fonte di energia illimitata che può anche aiutarci a risparmiare qualcosa sulle bollette, grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, infatti si può produrre energia autonomamente. L’energia prodotta non può essere consumata ma, grazie al sistema dello scambio sul posto, la si può vendere all’Enel che “sconterà” le prossime bollette successive. La convenienza di questo investimento dipende dall’autoconsumo e delle abitudini dell’utente e quindi bisogna tener conto di questi fattori prima di installare i pannelli. Le simulazioni del Solar Report Energy 2014 dicono che con un autoconsumo annuo del fabbisogno annuo totale del 30%, detrazione Irpef al 50%  e scambio sul posto, l’investimento si ripaga in 9 anni per il Nord e 8 per il Sud;, però servirebbe però  una produzione annua tra i 1100 kWh al Nord e 1200 kWh al Sud. Per chiunque volesse, in alternativa si possono installare pannelli solari termici per produrre acqua calda sanitaria. Utilizzare energia pulita fa bene al pianeta e adesso fa bene anche al portafoglio. Il fatto che adesso si guadagna anche facendo il bene per l’ambiente, cioè passare alle energie rinnovabili pulite piuttosto che usare i combustibili fossili, fa sperare che in un futuro più verde per l’umanità. Sicuramente il fatto che si può risparmiare sulle bollette mettendo dei pannelli solari sul tetto, convincerà anche i meno ecologici a fare qualcosa per l’ambiente facendogli avere anche un tornaconto personale.

 

19 novembre 2014

REPUBBLICA: Irlanda e Lussemburgo nel mirino Ue per gli aiuti illegali alla Apple e Fiat

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Commento di Corrado Mallia

 

 

La Commissione Europea ha formalizzato la procedura di infrazione per Irlanda e Lussemburgo per aver aiutato l’Apple e la Fiat per con trattamenti fiscali concordati in via preventiva e particolarmente agevolati.
L’inchiesta sulla Fiat riguarda solo Fiat Finance and Trade (FFT) che contesta come il trattamento riservato a FFT «non rispetti il principio di concorrenza piena» perché è un indebito vantaggio. In particolare l’indagine si centra sul transfer pricing arrangement cioè sulla fissazione arbitraria dei prezzi dei prodotti che vengono forniti ai rivenditori autorizzati.
Bruxelles si lamenta delle scarse informazioni fornite dal governo Lussemburghese riguardo le richieste di chiarimenti, questo ha insospettito molto la Commissione fino a portarla all’apertura di un fascicolo. Inoltre Bruxelles aggiunge che se non riceverà risposta entro un mese chiederà le informazioni direttamente alla Fiat e nel caso si dovessero trovare delle operazioni illegali il paese dovrà restituire le somme con degli interessi.Fiat non ha reagito alla notizia dell’inquisizione, che ha fatto calare le azioni del gruppo in borsa del 3.7%, mentre il Lussemburgo ha diffuso un comunicato dove afferma di aver fornito le informazioni necessarie e di aver collaborato pienamente.
Per quanto riguarda il governo Irlandese spera nel miracolo perché secondo alcune fonti Bruxelles avrebbe in mano delle prove molto attendibili che potrebbe indurre la sanzione. La Apple, invece ha diffuso un comunicato dove nega le accuse e sostiene di essere trattata come tutte le altre società irlandesi.
Secondo me la Commissione europea ha fatto bene a inquisire le due multinazionali con i rispettivi paesi perché non è giusto che le società più grandi siano avvantaggiate fiscalmente perché questo non favorisce la concorrenza.

3 ottobre 2014

La storia dello storytelling

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E gli industriali «bruciano» Amazon Con Storytalia esportazioni online di Dario Di Vico
Da Corriere della sera 6/5/2014
Cosa abbiamo capito:
di Camilla Donati
Storytalia per più esportazioni online. La cultura dello storytelling si sta diffondendo anche in Confindustria perché c’è sempre più bisogno di potenziare le esportazioni delle Piccole medie imprese. In futuro aprirà anche un sito non solo di vendita di prodotti ma anche prodotti con un storia, di quelle aziende che non possono aprire un negozio nelle vie principali delle grandi città. Il progetto partirà ad autunno in collaborazione con poste italiane ed è il frutto di un accordo tra Confindustria Unicredit e Intesa e alcuni investitori privati; inizialmente chiamato Stillnovo dovrebbe costare ad ogni azienda tra 200 e 300 mila euro e la società di gestione del sito si occuperà di tutto, dai pagamenti ai resi. Annunciato l’inizio della storyitalia, un negozio on-line, rivolto alle Piccole e medie imprese dell’alimentare, del design, dell’abbigliamento, delle scarpe e dell’oreficeria. Non avendo trovato accordi con nessun operatore internazionale si è pensato di partire dal web. Il progetto è molto ambizioso e punta ad esportare la dolce vita italiana nei paesi emergenti come gli Emirati che risultato in testa, seguiti dalla Malesia e dai mercati Europei.
Questa idea rappresenta una buona opportunità di sviluppo e di esportazione di prodotti italiani all’Estero sempre più richiesti. Al giorno d’oggi la vendita e quindi l’acquisto di prodotti sul web si sta sempre più diffondendo soprattutto nelle nuove generazioni più abituate a navigare in internet, cercando qualità a prezzo inferiore.

6 maggio 2014

Carta o tablet?

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Il Sole rafforza il primato digitale crescendo del 4,3% in febbraio Andrea Biondi

Da Il Sole 24 Ore 08/04/2014

di Gabriele Nicosia

Cattive notizie per l’editoria, i giornali cartacei perdono svariati punti nelle principali borse europee, ma allo stesso tempo i giornali in versione digitale hanno un incremento come Il Sole 24 che ha incrementato il proprio valore azionario del 115% oppure il 95% di Class Editori. Il passaggio dalla versione cartacea alla versione digitale è un problema più che riguarda sempre più giornali, il motivo è che ormai con la diffusione di tablet e smartphone che permettono direttamente la lettura di un quotidiano. Le persone non hanno interesse a comprare un giornale in carta pagando di più rispetto a quello elettronico. Anche se la versione digitale è diffusa, il vecchio giornale di carta vende ancora in quantità molto numerose come Il Sole 24 Ore con 165090 di copie. Secondo me è vero che le case editoriali dovrebbero tenersi al passo con i tempi ma è anche vero che il piacere di avere di il giornale di carta in mano è totalmente diverso.

8 aprile 2014