Category Archives: USA

IL FOGLIO: L’America non è un posto dove si offre la presidenza a uno scettico per natura Stefano Pistolini

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di Gabriele Nicosia
America, vendesi posto da presidente. Obama è chiamato a risolvere diverse problematiche una tra queste è la rivolta a Ferguson dopo che un poliziotto di nome Darren Wilson ha sparato a un 18enne afroamericano, facendo credere a un ennesimo caso di razzismo dopo che si è venuto a sapere che il ragazzo ucciso era pure disarmato. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un paese dove se hai la pelle di un colore diverso dal bianco allora hai commesso un reato. Un esempio è Glenn Ford, 64 anni, arrestato nel 1983 perché era sospettato di un omicidio, dal 1988 aspettava il boia che avrebbe messo fine alla sua vita. L’unica colpa per lui è essere nato con la pelle di colore nero e quindi in un paese dove il razzismo dilaga bastava questo per condannarlo colpevole per un omicidio mai commesso, adesso è stato scagionato dopo 30 anni e riceverà un risarcimento di 330 mila dollari.
In un paese avanzato come gli Stati Uniti queste cose non dovrebbero mai accadere, in un paese dove è stato anche eletto un presidente afroamericano queste cose sono intollerabili! Condannare delle persone innocenti solo per il colore della loro pelle e anche ucciderle che è stato un incidente.

26 novembre 2014

IL FOGLIO: Cosi l’Algeria è diventata lo snodo cruciale per il jihad dell’Africa Pio Pompa

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di Corrado Mallia
L’Algeria sembra svolgere un ruolo fondamentale di aiuto allo stato islamico insieme alla Libia e tutto sarebbe confermato da una inchiesta pubblicata a Madrid il 18 novembre scorso e realizzata da tre giornalisti iberici che lavorano per l’Istituto reale spagnolo di studi internazionali.
Secondo quanto scritto nell’articolo, in Algeria ci sarebbero i campi di addestramento finale prima del trasferimento in Siria e in Iraq. Sarebbero stati scelti questi due paesi perché c’è una forte presenza di un altro gruppo terroristico, denominata Ansar Adawla al Islama, che detiene il controllo completo di alcune zone.
Gli estremisti islamici recluterebbero nuovi soldati sui network islamici mettendo in difficoltà paesi come il Marocco e la Tunisia che sono islamici moderati, cioè ripudiano l’Isis, non riescono a bloccare i reclutatori su questi siti.
Gli jihadisti, dopo aver terminato l’addestramento, rientrano nei loro paesi di provenienza ma la maggior parte si aggrega alle cellule terroristiche più attive della zona del Nord Africa e solo una piccola parte raggiunge la Siria e l’Iraq.
L’Isis dev’essere bloccato e annientato però perché questo accada c’è bisogno di un azione congiunta internazionale per bloccare innanzi tutto il reclutamento su internet bloccando i siti sospetti e poi colpire direttamente con dei bombardamenti, anche solo aerei, nei punti di maggior concentrazione. Più si aspetta più l’Isis si rafforza e si espande ma quando si apriranno gli occhi sarà troppo tardi e il prezzo da pagare sarà molto alto in termine di vite umane e bellico

26 novembre 2014

IL SOLE 24 0RE: TITOLO IL BOOM DI VENDITE JEEP VOLANO PER FIAT-CHRYSLER Filomena Greco

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Il SOle 24ore/ Il boom di vendite Jeep volano per Fiat-Chrysler

COMMENTO di Ela Parrino

Le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4%, un risultato migliore del mercato per la seconda volta a partire dal luglio scorso. Questo dato è stato favorito in particolare dalla crescita delle vendite delle Jeep, il cui costo è aumentato del 74% nell’arco di un anno e arrivando a 4300 il mese scorso. Segno che il Gruppo comincia a raccogliere i frutti di una nuova strategia che ha visto quest’anno entrare in produzione due nuovi modelli, Jeep Renegade e 500X, che entreranno nei concessionari a partire da gennaio 2015. L’anno prossimo dovrà invece contare sulla Giulia e il Suv Levante a marchio Maserati. Il “pilotino” della Giulia inizierà la sua produzione tra marzo e aprile e dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce la Giulietta, mentre entro fine 2015 dovrebbe essere pronto il Suv Levante destinato a Mirafiori, dove viene prodotta l’Alfa Mito. In linea generale il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo.

È stato un passo importante per la nostra casa automobilistica, la Fiat, aggregarsi con una casa americana, Chrysler, perché da come possiamo notare i profitti sono aumentati sensibilmente, e ciò contribuisce all’arricchimento del nostro paese. Inoltre, possiamo dire che questa unione ha aperto la Fiat a un commercio internazionale, aumentando il numero di vendite.

 

COMMENTO di Aaron Paul Cruz

Troppo presto per parlare di tendenze. Ma quel che è certo è che le vendite dei marchi del Gruppo Fiat Chrysler sono aumentate in Europa, nel mese di ottobre, dell’8,4 %, un risultato migliore del mercato per la seconda volta nell’arco di pochi mesi. Sono dunque le vendite delle vetture Jeep, Renegade, Cherokee e Grand Cherokee che incidono sulla media complessiva. Tra marzo e aprile dovrebbe essere pronto il pilotino della Giulia, la cui produzione dovrebbe essere assegnata allo stabilimento di Cassino, dove si produce Giulietta. Gli stabilimenti italiani, Mirafiori e Cassino in testa, scommettono però su un secondo nuovo modello già nel 2016, mentre Melfi andrà a regime, nei prossimi mesi, con una produzione. In linea generale, il 2015 sarà l’anno in cui il rilancio di Alfa Romeo entrerà nel vivo. L’obiettivo è quello di portare la produzione di vetture a marchio Alfa dalle 74mila del 2013 alle 400mila del 2018, con la Giulia, che potrebbe andare in produzione già l’anno prossimo, e sette tra nuovi modelli e restyling entro il 2018. La strategia annunciata dal Lingotto nel mese di maggio prende dunque forma, con una serie di variabili ancora da definire nei prossimi mesi. Invece nel punto di vista industriale restano ancora un’incognita i progetti di due nuove vetture, nel segmento B e C. Le auto che prenderanno il posto di Punto e Bravo e la Pandona.

 

 

19 novembre 2014

AVVENIRE: Epatite C, cure sempre più efficaci Vito Salinaro

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Da Avvenire 12/11/2014

di Corrado Mallia
Dopo molti anni di continue ricerche e ingenti capitali spesi in laboratori finalmente si è trovata la cura per una malattia che ha mietuto molte vittime nel mondo: l’epatite C.
Questa notizia arriva da Boston, dove si riunisce l’American Association for the Study of liver disease, un congresso che una volta all’anno presenta le nuove soluzioni.
La cura sarebbe una sola pillola multigenotipatica che presa una volta al giorno è capace di portare benefici significativi anche per i pazienti più complessi delle diverse popolazioni in cui è stato testato. Il medicinale dovrebbe eradicare il virus in 12 settimane. L’unico ostacolo è l’elevato costo, infatti un ciclo,una pillola, costa tra 60 e 90.000 euro.
I risultati sono stati così soddisfacenti che le autorità americane hanno intenzione di sdoganare questi farmaci entro l’anno, mentre in Europa l’ok è atteso per la primavera del 2015; lo scopo della distribuzione di questo farmaco è quello di ridurre i trapianti di fegato.
La scoperta di questo nuovo farmaco è molto importante perché da più speranza di vita a quelle persone che hanno contratto questa terribile malattia. Inoltre la possibilità di curare gli affetti da questo malanno rappresenta una svolta per la ricerca e lo sviluppo della medicina mondiale.

13 novembre 2014

IL GIORNALE: Inutili i raid Usa, Kobane verso la resa

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Da Il Giornale 08 /10/2014
di Corrado Mallia

Kobain, la Stalingrado dei curdi, è ormai assediata dallo Stato Islamico che ne ha quasi conquistato tre quartieri, provocando 400 morti, ed ha issato la bandiere nera del califfato. La cosa più clamorosa è che le truppe turche, stanziate lungo il confine non hanno mosso un dito per aiutare li propri concittadini e infatti sono scoppiati degli incidenti nella capitale a favore degli aiuti militari in aiuto di Komane. Erdogan, primo ministro turco, commentando l’accaduto, ha sottolineato l’inutilità dei raid americani e che la Turchia non è neanche disposta a collaborare con le forze di terra già presenti.

La strategia del nuovo sultano appare chiara: lasciamo da soli i curdi e interveniamo solo per distruggere il califfato in collaborazione con gliamericani. Il primo passo sarebbe creare una no-fly zone a ridosso del confine turco per creare un cuscinetto dove far rifugiare i profughi e per poi far partire l’offensiva contro l’Isis.

Lo Stato Islamico avanza normalmente infatti i raid americani e alleati sono stati poco incisivi e troppo pochi infatti in paragone con l’invasione dell’Iraq i raid contro l’Isis sono stati meno della metà della metà. Inoltre si lavora in tutto il mondo per fermare l’arruolamento dello Stato Islamico che continua a fare propaganda su internet; anche in questi giorni sono stati bloccati alcuni giovani in viaggio verso la Siria.

GLi USA aveva annunciato i raid delle settimane scorse come se avessero vinto una terza guerra mondiale ma, invece, si sono dimostrati utili ben poco perchè l’Isis ha continuato ad avanzare come se niente fosse.

8 ottobre 2014

REPUBBLICA: Ebola, primo caso negli USA.

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Commento di Lorenzo Radice

E’ il primo caso di virus Ebola diagnosticato ad un paziente negli Stati Uniti. E cosi si materializza l’incubo di questa nuova malattia che comincia a viaggiare nel mondo, trasportato ovviamente da esseri umani, che si trasferiscono dall’Africa verso altri continenti. L’annuncio è stato dato ieri sera dal Centers for Disease Control, l’autorità sanitaria americana; il malato è un uomo che è approdato negli Stati Uniti dalla Liberia, in Africa occidentale. I sintomi sono arrivati però dopo diversi giorni che si trovava in Texas, quindi potrebbe avere contaminato altre persone; è infatti scattata la caccia a altri possibili contagiati. Il paziente è stato ricoverato allo Health Presbyterian Hospital a Dallas ed è stato sottoposto a un regime di quarantena rigorosa, in totale isolamento. Questa vicenda ha suscitato nuove apprensioni, in quanto un po’ di tempo fa erano stati contagiati due medici e una suora infermiera impegnati sul fronte della battaglia contro l’epidemia in Africa. La vicenda accaduta l’altro ieri però è totalmente diversa perché si tratta di un passeggero arrivato per conto proprio negli USA, trasportando con sé il virus e per questo motivo si aprono nuovi scenari. Stando agli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il virus Ebola, la cui apparizione risale al 1976, di colpo quest’anno ha superato le 3000 vittime. È un virus particolarmente letale: la percentuale dei morti sfiora la metà di coloro che sono stati contagiati (6500), sempre secondo l’Organizzazione, aumentando sempre di più. Essendosi manifestati i sintomi diversi giorni dopo, sarebbe opportuno sviluppare controlli a tutte le persone che l’uomo ha incontrato all’arrivo e aumentare le visite ai passeggeri che magari inconsci di essere contagiati diffondendo la malattia.

3 ottobre 2014

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IL VIDEO DEGLI ISLAMICI: «STUDENTESSE VENDUTE O SPOSATE CON LA FORZA» Alessandra Muglia

Da Corriere della Sera 06/05/2014

di Ela Parrino

Nella regione del Borno, al confine tra Nigeria e Chad, il 14 aprile sono state prelevate circa duecento ragazzine nigeriane da una scuola prima dell’ultimo esame. Le madri, disperate per tre settimane senza avere notizie delle figlie e dopo i vari sforzi di ricerca, vengono finalmente “contattate” dal leader del gruppo terroristico Boko Haram tramite un video di circa 53 minuti. Ecco alcune delle parole pronunciate nel filmato: «Abbiamo preso le vostre figlie, sono schiave, le venderemo al mercato in nome di Allah. Allah dice che devo venderle, mi comanda di venderle, ed io venderò le donne». In divisa da combattimento davanti a due pick up dotati di due mitragliatrici e affiancato da sei soldati dal volto coperto, Boko lancia accuse contro gli sforzi di coesistenza tra cristiani e musulmani e contro l’educazione orientale. Abubakar Shekau, il capo dei ribelli islamici, dice di tenere «le ragazze come schiave» perché «devono lasciare la scuola ed essere date in sposa». Alcune madri delle studentesse rapite, hanno incontrato domenica la moglie del presidente della Nigeria Jonathan ad Abuja. Ormai questa città è piena di tragedie interne, che tali non sono più, come rivendicano le donne scese in piazza e come ha sostenuto anche lo stesso presidente, invocando l’aiuto degli USA. Anche l’Italia vorrebbe fare la sua parte per favorire la mobilitazione internazionale, infatti ieri il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, ha dichiarato che chiederà una iniziativa politica in sostegno alla liberazione delle ragazze.

Io penso che questa organizzazione terroristica stia compiendo azioni senza senso. Non si possono rapire duecento ragazzine da una scuola e rivenderle come se niente fosse. Questa situazione è inaccettabile. Ma è difficile capire quale sia la contropartita per i terroristi, perché non sembrano semplici sequestratori che si accontentano dei soldi. Avviare un mercato di persone è un reato molto grave e io credo che i paesi dovrebbero sbrigarsi ad intervenire per arrestare i responsabili e porre fine al commercio di ragazze. Non solo l’Italia e l’USA, ma anche altre nazioni dovrebbero prendersi la responsabilità di prendere parte al problema.

11 maggio 2014

La nostra sicurezza passa anche per le Filippine

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TRUPPE USA NELLE FILIPPINE CONTRO L’INCUBO DI AL QAEDA Paolo Mastrolilli

Da La stampa 29/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Corrado Mallia

Obama finisce il suo tour asiatico facendo tappa a Manila per trattare un accordo con Koko (ministro degli esteri filippino)per il ritorno delle truppe americane nel paese.

Il governo filippino è disposto ad accettare l’accordo perché avendo una crescita maggiore della Cina si sente minacciata da quest’ultima; inoltre il patto dovrebbe comprendere anche aiuti per far terminare la guerra civile in atto per il controllo delle basi petrolifere che ha già creato oltre 120.000.

Obama è determinato a chiudere le trattative nel minor tempo possibile e assicura che non vuole creare un contenimento alla Cina bensì ad Al Qaeda che ha preso il controllo di una zona delle Filippine(con l’ accordo Philippine Star Bobit Avila)con l’intento segreto di mussulmanizzare tutta l’area del pacifico.

Penso che gli americani stiano trattando un accordo molto importante per la sicurezza mondiale dal terrorismo perché annulla una posizione strategica molto importante di Al Qaeda.

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29 aprile 2014

La Crimea sul filo di Lana

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L’UCRAINA CHIEDE CASCHI BLU DELL’ONU di Fabrizio Dragosei

Da Corriere della Sera 15/04/2014

Di Lorenzo Radice

Cosa abbiamo capito:

Un’operazione antiterrorismo per liberare gli edifici occupati nell’Est del Paese che non inizia; la richiesta di un intervento di aiuto da parte dell’Onu con l’invio di truppe di pace per appoggiare l’esercito ucraino; l’ipotesi di un referendum da tenere in tutto il Paese assieme alle elezioni presidenziali del prossimo mese per determinare se l’Ucraina debba diventare una repubblica federale. Tutte iniziative che sembrano indicare l’impotenza del governo di Kiev di risolvere la situazione e la confusione che regna nella capitale ucraina.

L’assalto agli edifici occupati non è partito e l’esercito non è intervenuto ieri dopo lo scadere dall’ultimatum posto dal presidente provvisorio Oleksandr Turchynov e questo è stato visto da molti come un fatto estremamente e un fatto positivo perché certamente l’operazione si sarebbe conclusa in un bagno di sangue. Il ministro della Difesa, il generale Mikhaylo Koval, non ha fatto conoscere il suo pensiero sull’ipotesi di un intervento delle forze armate, intervento che sarebbe del tutto irrituale e che probabilmente scatenerebbe un’immediata reazione Russia. La richiesta di un’azione delle Nazioni Unite sarebbe stata fatta per telefono al segretario generale Ban Ki Moon. Il presidente ucraino vorrebbe i caschi blu in appoggio alle truppe ucraine. Infine il referendum è stato chiaro che se fosse tutta l’Ucraina a votare, l’ipotesi dello Stato federale non passerebbe mai perché i filooccidentali sono una maggioranza, ma le popolazioni dell’Est non accetteranno mai una simile idea.Ieri sera Putin, con una telefonata ha rassicurato Obama sulla non ingerenza di Mosca in Ucraina e gli ha chiesto di usare la sua influenza per evitare un bagno di sangue nelle zone filorusse.

Da studente penso che sia inutile creare tensioni tra nazioni e non penso sia fondamentale l’annessione della Crimea e dell’Ucraina alla Russia. In un periodo di crisi e di insofferenze in Europa non penso sia il momento più opportuno per referendum e provocazioni.

 

16 aprile 2014

L’Esportazione della Brugola/2

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BRUGOLA ACCELERA SUL MICHIGAN di Luca Orlando

Da Sole 24 ore 01/04/2014

Cosa abbiamo capito:

di Lorenzo Radice

Giannantonio Brugola sta parlando con il giornalista di Rick Snyder, governatore del Michigan, dove sta per aprire una filile. Il tema della discussione è proprio questo, un viaggio in Italia e Germania della delegazione Usa per incontrare aziende del settore automotive rinsaldando i contatti con chi è già presente (Fiat, Brembo) e provando a convincere chi non ancora non c’è ad aprire i battenti oltreatlantico. La prima tappa di Snyder non è a caso Lissone, sede di Oeb (Officine Egidio Brugola), leader mondiale nelle viti hi-tech per testata motore, seriamente intenzionata ad aprire un nuovo impianto produttivo in Michigan entro il 2015 come già fatto dai giapponesi anni fa, anche se prima di un passo del genere aspetta il risultato dell’andamento dei prossimi mesi.

1 aprile 2014