La Crimea sul filo di Lana

L’UCRAINA CHIEDE CASCHI BLU DELL’ONU di Fabrizio Dragosei

Da Corriere della Sera 15/04/2014

Di Lorenzo Radice

Cosa abbiamo capito:

Un’operazione antiterrorismo per liberare gli edifici occupati nell’Est del Paese che non inizia; la richiesta di un intervento di aiuto da parte dell’Onu con l’invio di truppe di pace per appoggiare l’esercito ucraino; l’ipotesi di un referendum da tenere in tutto il Paese assieme alle elezioni presidenziali del prossimo mese per determinare se l’Ucraina debba diventare una repubblica federale. Tutte iniziative che sembrano indicare l’impotenza del governo di Kiev di risolvere la situazione e la confusione che regna nella capitale ucraina.

L’assalto agli edifici occupati non è partito e l’esercito non è intervenuto ieri dopo lo scadere dall’ultimatum posto dal presidente provvisorio Oleksandr Turchynov e questo è stato visto da molti come un fatto estremamente e un fatto positivo perché certamente l’operazione si sarebbe conclusa in un bagno di sangue. Il ministro della Difesa, il generale Mikhaylo Koval, non ha fatto conoscere il suo pensiero sull’ipotesi di un intervento delle forze armate, intervento che sarebbe del tutto irrituale e che probabilmente scatenerebbe un’immediata reazione Russia. La richiesta di un’azione delle Nazioni Unite sarebbe stata fatta per telefono al segretario generale Ban Ki Moon. Il presidente ucraino vorrebbe i caschi blu in appoggio alle truppe ucraine. Infine il referendum è stato chiaro che se fosse tutta l’Ucraina a votare, l’ipotesi dello Stato federale non passerebbe mai perché i filooccidentali sono una maggioranza, ma le popolazioni dell’Est non accetteranno mai una simile idea.Ieri sera Putin, con una telefonata ha rassicurato Obama sulla non ingerenza di Mosca in Ucraina e gli ha chiesto di usare la sua influenza per evitare un bagno di sangue nelle zone filorusse.

Da studente penso che sia inutile creare tensioni tra nazioni e non penso sia fondamentale l’annessione della Crimea e dell’Ucraina alla Russia. In un periodo di crisi e di insofferenze in Europa non penso sia il momento più opportuno per referendum e provocazioni.

 

16 aprile 2014

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